Sulla manifestazione di domani (14 novembre) contro l’austerità

Domani gran parte dei miei colleghi e dei miei studenti scenderà in piazza, insieme ai loro colleghi europei, per manifestare “contro l’austerità” e per chiedere interventi che, a sentire chi ha organizzato la manifestazione, devono servire per aiutare i giovani a trovare lavoro.
La realtà, purtroppo, è che dietro agli slogan del sindacato, si nascondono fallacie economiche e volontà protezionistiche che rendono il programma della Cgil una via sicura per impedire ai giovani di trovare lavoro.
Si è chiesto, insomma, ai giovani di manifestare per un programma che va totalmente contro i loro interessi, nascondendo il tutto dietro a una ricca dose di populismo e di proposte contraddittorie.
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Cose (E)inaudite – Più sussidi per tutti

Nuovo articolo di Riccardo de Caria per la consueta rubrica de Lo Spiffero “Cose (E)inaudite” dedicata a temi liberali e il cui nome rende omaggio al grande economista di Dogliani nel cinquantennario della sua morte.

La “cultura del sussidio” prodotta da decenni di assistenzialismo è riuscita a unire cane e gatto, ovvero le delegazioni piemontesi rispettivamente di Confindustria e di Cgil, Cisl e Uil. Divise su tutto, queste associazioni han trovato ciò che le mette d’accordo: chiedere soldi.

Qualche giorno fa, hanno infatti presentato un piano in cui chiedono alla politica l’ennesima tornata di contributi per rilanciare l’occupazione (e la politica ha detto subito sì). Se questo è il massimo di inventiva di cui son capaci, non stupisce che siamo in crisi: la politica ha enormi colpe, ma anche le organizzazioni di categoria hanno le loro. Prima fra tutte, proprio l’andare così tanto a braccetto con la politica (non a caso Marchionne, che ha almeno in parte interrotto la storica prassi acchiappa-incentivi della FIAT, l’ha pure fatta uscire da Confindustria).

Ciò che manca sempre, in simili proposte, è un’onesta spiegazione di dove andare a prendere le risorse che si reclamano. Vuoi per negligenza, vuoi per voluta omissione, non si fanno mai i conti con un dato tanto banale quanto ineludibile: i soldi non crescono sugli alberi.

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