Rating: l’errore del prendersela col termometro

Il tiro al capro espiatorio sta diventando uno sport nazionale: ieri gli speculatori, oggi la Germania, domani l’austerità, dopodomani fantomatici complotti: tutto fa brodo pur di ritardare le dolorose decisioni che andrebbero prese, attaccando il reale flagello delle economie in più grave crisi, ovvero un debito pubblico fuori controllo.

In questo quadro, prendersela con le agenzie di rating è un evergreen, buono per tutte le stagioni. Ma è corretto scaricare la colpa di ogni male sulle “tre Sorelle”, Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s?

L’impressione è che chi se la prende con le agenzie di rating sbagli completamente bersaglio. Finché si tratta di opinionisti e commentatori, si potrebbe forse evitare di curarsene; quando queste analisi producono proposte normative volte alla creazione di agenzie di rating pubbliche, è il caso di iniziare a preoccuparsi (il problema del “mercato” del rating è proprio che non è un mercato, nel senso che l’attuale oligopolio è il risultato di decisioni delle autorità americane negli anni ’70: occorrerebbe dunque lasciare libero campo alla concorrenza, altro che passare al monopolio pubblico); ma quando, come di recente, nascono – e ahimé procedono – iniziative giudiziarie contro le agenzie, come quelle di cui abbiamo letto ancora in questi giorni, allora è il caso di lanciare un allarme.

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Bastiat contrario – Oste, è buono il vino?

Non so voi, ma quando mi trovo in vacanza e devo trovare un buon ristorante dove cenare, cerco sempre di documentarmi prima leggendo qualche guida. Ci sono quelle specifiche, che ti informano su prezzi, menù e qualità del servizio oppure quelle più generiche che, oltre a indicarti dove mangiare una buona bistecca al sangue senza rimetterci il conto in banca, consigliano anche un cocktail bar oppure un pub dove proseguire la serata. Credeteci o no, pur essendo inevitabili episodi di corruzione, difficilmente capita di ottenere cattive indicazioni. Il perchè è semplice: i privati che producono queste guide devono poi venderle e ricavare un profitto se vogliono sopravvivere. Dando cattivi consigli il prossimo anno non le venderanno più.
Certo, dal punto di vista dei ristoratori, queste guide sono in grado di decretare il successo o il fallimento di un  locale. Un downgrade da parte di Spaghetti & Pizza può far perdere centinaia di avventori ma, siamo onesti, voi vorreste davvero mangiare in un ristorante dove il cibo viene servito freddo e ogni tanto qualche scarafaggio fa capolino dalla cucina?
Meglio esserne informati in anticipo, oppure si rischia di finire come qualche anno fa, quando ad un noto ristorante di carni argentine si verificarono decine di casi di salmonella. Chi aveva mangiato lì, avrebbe gradito molto leggere una recensione negativa prima di prenotare la cena!

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Mariastella BBB+

L’ambulanza della seconda settimana di gennaio va, senza se e senza ma, all’ex Ministro Mariastella Gelmini (Pdl), che, sul suo profilo Facebook, ha annunciato urbi et orbe la gloriosa iniziativa della sua patriottica collega, Laura Ravetto (Pdl), la quale ha presentato oggi un esposto all’Antitrust per verificare che S&P non abbia abusato della sua posizione dominante per declassare il nostro paese a BBB+. A questo punto, non si offenda la Mariastella, ma un’ambulanza a pari merito non la leva loro nessuno. Avremmo voluto premiare con l’ambulanza della settimana il fantasioso Olli Rehn per aver attribuito il downgrade al “gomplotto” pluto-giudaico-americano, ma quando la realtà supera l’immaginazione, bisogna inchinarsi. Lode alle due patriote, Mariastella e Laura, che ci difendono dagli speculatori e dai poteri forti della finanza internazionale!