Quanto abbiamo “risparmiato” in interessi con l’euro?

Fare una stima del beneficio, in termini di minori interessi pagati per il servizio del debito, dovuto all’entrata dell’Italia nell’euro è qualcosa di molto complicato. Le emissioni di debito pubblico sono continue e con scadenze diverse, le decisioni di politica economica sono pesantemente condizionate dall’andamento dei mercati dei titoli e così via. Dobbiamo infatti chiederci. Un’Italia che fosse rimasta con la lira avrebbe svalutato, oppure no? Quanto avrebbe beneficiato del calo generale dei tassi di interesse, nella prima decade del terzo millennio? Avrebbe attuato politiche economiche più o meno spendaccione di quelle effettivamente praticate?

Non lo possiamo sapere. Continua a leggere

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Riforme inconsapevoli

Pare che la nuova ambulanza della settimana tocchi ad Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e commissario agli affari economici e monetari, per via di due chicche messe a segno a distanza di poche ore l’una dall’altra. Come informa il Corriere della Sera, il buon Olli avrebbe invitato alcuni giornalisti per un’intervista mentre si faceva una sauna, in questo modo limitando ai soli uomini la discussione. Ad una donna, invece, giornalista della tv tedesca ZDF, il politico finlandese ha spiegato che l’Italia sarebbe ormai sulla buona strada, “perché ha fatto la riforma del mercato del lavoro”. E noi stupidi che non ce n’eravamo accorti. Ambulanza!