Quanto abbiamo “risparmiato” in interessi con l’euro?

Fare una stima del beneficio, in termini di minori interessi pagati per il servizio del debito, dovuto all’entrata dell’Italia nell’euro è qualcosa di molto complicato. Le emissioni di debito pubblico sono continue e con scadenze diverse, le decisioni di politica economica sono pesantemente condizionate dall’andamento dei mercati dei titoli e così via. Dobbiamo infatti chiederci. Un’Italia che fosse rimasta con la lira avrebbe svalutato, oppure no? Quanto avrebbe beneficiato del calo generale dei tassi di interesse, nella prima decade del terzo millennio? Avrebbe attuato politiche economiche più o meno spendaccione di quelle effettivamente praticate?

Non lo possiamo sapere. Continua a leggere

Tassiamo i conti correnti e chi compra i btp per assumere 800mila forestali!

Il titolo potrebbe sembrare surreale, ma se leggete su http://www.sbilanciamoci.info l’idea del professor Ugo Mattei per rilanciare l’Italia, avendo cura di non soffermarvi sulle “locuzioni ampollose” e di leggere tra le righe il significato pragmatico della proposta, sono sicuro che converrete con me: supercazzole a parte, il titolo descrive in modo sintetico ma preciso il progetto di Ugo Mattei, Guido Ortona e Francesco Scacciati.

Ma andiamo con ordine e leggiamo insieme. Continua a leggere

Quote rosa: il genere a scapito del merito

Sono molte le donne che, vedendo una carenza di colleghe nei loro ambiti – soprattutto ai vertici – sono favorevoli all’introduzione delle quote rosa: meglio, addirittura, sorelle e fidanzate, che la totale mancanza, in particolare nei Cda. Tuttavia, come più volte sostenuto da Serena Sileoni, in nome di battaglie sul genere si rischia di offuscare il merito. Eppure esistono alternative meno invasive che consentono di mettere uomini e donne in condizioni di parità.Lo scetticismo sull’efficacia delle quote rosa deriva dalle possibili conseguenze dell’imporre alle aziende un simile obbligo che, tuttavia, non assicura la presenza di un maggior numero di donne in posizioni apicali, né premia il merito. Giustifica però un’intromissione sempre più forte dello Stato nella sfera privata.

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Ora Libera(le) Edizione Speciale – Ospite Michele Boldrin

Martedì 30 ottobre 2012 dalle ore 16:00 Ora Libera(le) è lieta di invitarvi tutti ad un incontro davvero speciale…

Dopo le polemiche seguite all’affermazione del ministro Fornero secondo cui i giovani non devono essere troppo “choosy” (“schizzinosi”) nell’accettare le prime offerte di lavoro, Ora Libera(le) apre il dibattito inerente al rapporto tra università e mondo del lavoro con un ospite d’eccezione, Michele Boldrin, professore alla Washington University di Saint Louis, editorialista del Fatto Quotidiano, apprezzato commentatore delle faccende Italiane con un occhio “esterno” in NoiseFromAmerika e, da due mesi, uno dei promotori di Fermare il Declino, movimento che ha tra i propri temi centrali il rinnovamento dell’università e del mercato del lavoro.

L’incontro, dal titolo “Giovani troppo “choosy”? Tra università e mondo del lavoro” sarà l’occasione per porre l’accento su un mercato del lavoro che, tra promesse di riforme e marce indietro, dà poche prospettive alle nuove generazioni e su un’Università che spesso non è all’altezza del suo ruolo educativo e di volano sociale.

Se ne discuterà nel consueto ambiente informale e interattivo dell’Ora Libera(le).

Vi aspettiamo nell’aula 2 della Palazzina “Luigi Einaudi” (ex Italgas), Lungo Dora Siena 68/A – Torino, dalle ore 16 alle ore 18.

L’evento Facebook dedicato all’inconto può essere raggiunto da qui.

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Ci penserà lui!

La polemica sull’opportunità di abbandonare interamente il denaro contante torna ciclicamente e ciclicamente viene dimenticata. Poco tempo fa era su tutti i giornali, ora se ne parla a malapena. Bene, che resti nel limbo delle proposte idiote! Ma, per prevenire l’italica abitudine della denaftalinizzazione delle boiata al calmarsi delle acque, mi preme mettere le mani avanti su quello che è un cavallo di battaglia dei promotori, ovvero che “non c’è problema che tutte le tue operazioni, dall’acquisto del pane, a un viaggio in Australia, all’acquisto di una bambola gonfiabile, rimangano tracciate: ci penserà lo Stato (che, ovviamente, siamo noi!) a tenere sicure queste informazioni”.

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I dilemmi del pagamento di giudici e funzionari pubblici

La sentenza della Corte Costituzionale n. 223/2012 ha dichiarato illegittimi i tagli all’indennità dei magistrati e degli alti funzionari pubblici introdotti dal governo Berlusconi. La sentenza è stata accolta da molte critiche, ma anche da segni di approvazione. La faccenda merita dunque di essere approfondita, sia che si abbia a cuore la responsabilità fiscale dell’esecutivo, sia che ci si preoccupi di salvaguardare la concorrenza.

Partiremo dal punto che ci appare più semplice, ovvero la remunerazione degli alti funzionari “generici”, per poi affrontare quello più insidioso, la remunerazione dei magistrati.

Le disposizioni che riguardavano i funzionari pubblici stabilivano una riduzione del loro trattamento economico complessivo, prevedendo in particolare per tre anni, dal 2011 al 2013, una decurtazione del 5% per i compensi superiori a 90.000 euro, e del 10% per quella superiore ai 150.000 euro.
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Torino: insieme abbiamo qualcosa da dire

Oggi alle 11.30, presso la Sala delle Colonne di Palazzo di Civico, si terrà la Conferenza Stampa “Civismo vs. Cinismo”. In questo momento di crisi, economica e istituzionale, è particolarmente importante il coinvolgimento della cittadinanza nella politica, anzitutto a livello locale. Disillusione e cinismo sono diffusi, ma sono anche numerosi coloro che credono nella possibilità di migliorare le cose, attraverso l’impegno civico.
Alcune associazioni (tra cui Ora Libera(le)), che coinvolgono complessivamente diverse migliaia di cittadini e sono attive in vari aspetti della politica e della cura della “cosa pubblica”, specialmente nell’area torinese, hanno deciso di collaborare per la promozione di alcuni progetti di buon governo di questo territorio.
Aldilà dello studio ed elaborazione di quei progetti, l’intento è di esercitare insieme un’opera di collaborazione, di vigilanza e di impulso presso gli organi e le istituzioni competenti, affinché siano realizzati.
I partecipanti sono quindi accomunati da un approccio pragmatico alla politica: aldilà di bandiere e schieramenti, soprattutto in questo momento di crisi, occorrono azioni rapide e incisive sulle quali l’attuale scenario politico dà risposte poco appaganti.
Attraverso i progetti condivisi, la coalizione è aperta a tutte le formazioni civiche che aderiscano al suo percorso e si propone come interlocutore unitario per le istituzioni quale veicolo di partecipazione della cittadinanza.

Le associazioni partecipanti insieme a Ora Libera(le) sono:Alleanza per la Città, Associazione Adelaide Aglietta, I Corsari di Torino, Idee per Torino, Libertà eguale, La Porta di vetro e Torino Viva

Marchionne, il moderno fabbricante di candele.

«L’Unione europea deve smettere di firmare accordi di libero scambio», almeno per ora, ha detto a Bruxelles l’amministratore delegato del gruppo Fiat Sergio Marchionne aggiungendo che «non è il momento di abbracciare questo tipo di politiche».

Il copione è sempre quello: un’ azienda che ha attuato politiche d’investimento sbagliate, senza badare alla ricerca&sviluppo si trova spiazzata dalla concorrenza. La soluzione? Far pagare ai cittadini i propri fallimenti facendo lobbing per alzare barriere protezionistiche.
La miglior risposta al sig. Marchionne la lasciamo dare a Frèdèric Bastiat, che con questa sua piccola favola aveva, oltre un secolo e mezzo fa, spiegato alla perfezione questi comportamenti.

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Ora libera(le) – Incontro con Andrea Zucchi

L’Ora Libera(le) è lieta di ospitare per il mese di Ottobre Andrea Zucchi, piccolo imprenditore Italiano che ha avuto il coraggio di testimoniare in maniera emozionante ed efficace le traversie e le vessazioni che chiunque voglia vivere e fare impresa nel nostro Paese subisce giornalmente.

Dopo questa sua forte presa di posizione ha creato Passaporto per la Vita, che si propone di creare un network in appoggio agli imprenditori delusi delle condizioni di libertà di impresa in Italia e che vogliano espatriare verso Paesi più meritevoli del loro talento.

L’Ora libera(le) seguirà la formula canonica dell’aperitivo conviviale e della discussione informale autofinanziata: il contributo organizzativo richiesto ai partecipanti sarà pari ai classici10 euro.

Saremo ospitati dalla Fondazione Camis de Fonseca in via Pietro Micca 15, primo piano a partire dalle ore 19:00 di giovedì 11 ottobre.

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Update: ecco i momenti salienti dell’intervento