Keynes for dummies

Piccola guida per chi si avvicina alla teoria keynesiana sapendone poco o nulla: prima di sentirla demolire in tutte le salse, è opportuno sapere di cosa si parla.

Rimandiamo quindi alla guida in due post del sempre ottimo Ashoka’s corner, ora trasferitosi sul sito dell’ Istituto Ludwig von Mises Italia.

Keynes e la crisi – parte prima: È normale chiedere cosa si possa fare per uscire al più presto da una crisi economica: è una domanda legittima. Per rispondere correttamente, però dobbiamo prima capire che cosa non si deve assolutamente fare. Sembra scontato che il governo debba fare qualcosa, qualsiasi cosa, pur di accelerare la ripresa ma non è affatto così: gli interventi possono infatti essere controproducenti e far precipitare l’economia in uno stato di depressione prolungata. […] continua a leggere →

Keynes e la crisi – parte seconda: Vi sono decine di libri che sono dedicati alla demolizione delle tesi keynesiane e se conoscete bene l’inglese vi consiglio “Tutti gli errori di Keynes” di Hunter Lewis. Non ho quindi intenzione di tediarvi con una lunga discussione teorica ma voglio prima sottolineare alcuni aspetti della teoria e poi proporre un esempio pratico di ricetta keynesiana che conosciamo tutti molto bene. […] continua a leggere →

2 thoughts on “Keynes for dummies

  1. io sono stato per anni per il libero mercato, poi pero’ ho cambiato idea, di libero nel mercato non c’e’ nulla……e’ la legge della giungla e basta, il piu forte schiaccia il piu piccolo, nessuna meritocrazia , conta solo il capitale che si puo’ investire, piu capitale si ha piu possibilita’ di vincere e schiacciare la concorrenza
    certo servono anche le capacita’ ma quelle servono in ogni campo…..

    un esempio, io potrei creare anche una bibita piu buona della cocacola, ma come la metto in commercio senza l’appoggio di un capitale? e se anche lo trovassi la cocacola company farebbe di tutto per boicottarmi

    da l’altro campo, con uno stato che promuove le cose migliori e ostacola le peggiori si potrebbe avere un aiuto, dico “si potrebbe” perche spesso non e’ cosi…..

    allora dove sta il problema? semplice…..se lo stato non funziona per corruzione o altre cose, non si deve abolire l’interventoi statale, ma si deve farlo funzionare….

    se in una partita di calcio l’arbrito e’ venduto la soluzione non e’ eliminare la categoria degli arbriti, ma rinnovare la categoria…..

    punto e basta. la legge della giungla vale solo nella giungla

    • Si ma nel calcio l’arbitro ti controlla solo in campo e solo perchè hai accettato tu di giocare: dallo Stato non c’è via d’uscita e non conta se decide all’improvviso di aggiungere regole idiote, ormai c’è ed è il decisore supremo.

      “allora dove sta il problema? semplice…..se lo stato non funziona per corruzione o altre cose, non si deve abolire l’interventoi statale, ma si deve farlo funzionare….”

      Qui tu pensi che l’intervento di base dello stato sia una buona cosa e che solo la corruzione ne cambi la natura benefica, invece è proprio il fatto che l’arbitro partecipi al gioco che è sbagliato: meno stato c’è e meno poteri ha e meno danni può fare.

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