Sulla manifestazione di domani (14 novembre) contro l’austerità

Domani gran parte dei miei colleghi e dei miei studenti scenderà in piazza, insieme ai loro colleghi europei, per manifestare “contro l’austerità” e per chiedere interventi che, a sentire chi ha organizzato la manifestazione, devono servire per aiutare i giovani a trovare lavoro.
La realtà, purtroppo, è che dietro agli slogan del sindacato, si nascondono fallacie economiche e volontà protezionistiche che rendono il programma della Cgil una via sicura per impedire ai giovani di trovare lavoro.
Si è chiesto, insomma, ai giovani di manifestare per un programma che va totalmente contro i loro interessi, nascondendo il tutto dietro a una ricca dose di populismo e di proposte contraddittorie.
Ecco alcuni esempi tratti dal loro manifesto:

 

1) Contro l’aumento della flessibilità del mercato del lavoro

A prima vista sembra un modo per cautelare i giovani contro la precarietà. Il risultato di impedire contratti “flessibili” di impiego, è però quello di mettere una bella barriera all’ingresso per chi ora è fuori dal mercato del lavoro e vorrebbe entrare. Chi ha il contratto a tempo indeterminato è dentro e tutti gli altri sono fuori.
Chi sono queste persone? In primis giovani e donne.

2) contro la pressione al ribasso sui salari

Dal momento che i salari monetari sono cresciuti ma meno dell’inflazione (quindi i salari reali sono in calo), quest’affermazione ha due significati di cui però solo uno è non contraddittorio
Non si può infatti essere da una parte contro “l’inflazione che erode i salari” e dall’altra propagandare la necessità, chiesta a più riprese, di stampare denaro per finanziare la spesa pubblica
Resta quindi il secondo significato che, tradotto in parole semplici, suona più o meno così. Noi che lavoriamo siamo costretti a negoziare stipendi che non tengono il passo con l’inflazione perché là fuori c’è gente disoccupata che è disposta ad accettare salari più bassi dei nostri a pari produttività. Che si fottano.

Il concetto viene ribadito.

3) Siamo a favore dell’intensificazione della lotta contro il dumping sociale e salariale

Cioè lottiamo per impedire che questi disoccupati facciano concorrenza a chi il lavoro ce l’ha.

Se ci pensiamo bene, chi non lavora non può essere nemmeno iscritto al sindacato. Quindi che si fa con i giovani disoccupati?

4) Siamo a favore di una garanzia occupazionale per i giovani

Il governo crei un lavoro per loro, così non fanno concorrenza agli altri lavoratori. Una specie di riserva di lavori pubblici poco qualificati con zero possibilità di carriera e formazione. Il tutto finanziato con denaro pubblico. Facciamo lavorare lì i giovani a 1000€/mese e ce li teniamo per tutta la vita.

Ma come si finanzia tutta sta roba?

5) Siamo a favore della condivisione del debito attraverso gli Eurobond

Con nuovo debito pubblico da far pagare, stavolta, a tedeschi e olandesi!

6) Siamo a favore dell’applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento

Solo che, anche qui, la “speculazione” dalla sera alla mattina si trasferisce altrove e a pagare la Tobin tax rimangono i poveracci con il oro fondo pensione e con le azioni che hanno comprato a 100 e ora possono rivendere a 50, pagandoci sopra la tassa.
Come una tassa sulle transazioni possa agevolare l’investimento, poi, è tutto da scoprire. Pensate ad un’azienda che fa un aumento di capitale per espandersi e investire e quindi piazza nuove azioni sul mercato. BAM una bella tassa sulle transazioni per scoraggiarne l’acquisto e farne calare il prezzo. È così che si aumenta l’investimento? No! Così lo si riduce!

E se le imprese vogliono andarsene e aprire altrove?

7) Armonizzazione della base fiscale con un tasso minimo per le imprese in Europa
A quando la cortina di ferro per impedire la fuga personale all’estero?

Infine una chicca. Alla riunione sindacale della settimana scorsa, ho provocatoriamente chiesto al rappresentante torinese di FLC-Cgil Scuola se non fosse meglio finanziare un eventuale aumento della spesa per istruzione non con patrimoniali e Tobin tax ma tagliando ricalcolando le pensioni con il metodo contributivo.

La sua risposta è riassunta nel prossimo punto

8) Siamo contro la diminuzione delle pensioni
La risposta del sindacalista, infatti, è stata proprio quella. Le pensioni sopra i 4000€ al mese non si possono toccare, perché sono diritti acquisiti e quindi siamo contrari.

In conclusione, domani in tanti (forse) sfileranno per le vie delle principali città italiane chiedendo allo stato di impedire loro di lavorare e tassare i pochi risparmi che ancora hanno, in modo da finanziare posti di lavoro poco qualificati e poco qualificanti dove rinchiuderli per tutta la vita. O almeno sino al default.

Una bella manifestazione di pecore, che chiederà ai lupi di fare il menù della cena. Almeno i ragazzi hanno la scusa di “saltare scuola” ma i colleghi che ci perdono pure una giornata di stipendio?

Beh, ripensandoci, forse quella è l’unica nota positiva.

Bastiat Contrario

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