Tassiamo i conti correnti e chi compra i btp per assumere 800mila forestali!

Il titolo potrebbe sembrare surreale, ma se leggete su http://www.sbilanciamoci.info l’idea del professor Ugo Mattei per rilanciare l’Italia, avendo cura di non soffermarvi sulle “locuzioni ampollose” e di leggere tra le righe il significato pragmatico della proposta, sono sicuro che converrete con me: supercazzole a parte, il titolo descrive in modo sintetico ma preciso il progetto di Ugo Mattei, Guido Ortona e Francesco Scacciati.

Ma andiamo con ordine e leggiamo insieme.

Tassiamo i conti correnti e chi ha comprato i btp!

A quanto riferisce la Banca d’Italia, la ricchezza mobiliare netta degli italiani, cioè quella costituita da moneta e titoli (e non da abitazioni e altri immobili, e calcolata sottraendo i debiti) è di circa 2700 miliardi di euro, di cui almeno il 45% è nelle mani del 10% più ricco. Il costo della manovra suggerita è di poco meno di 12.5 miliardi (includendo una tredicesima mensilità). Ciò implica che il suo costo potrebbe essere coperto con un’imposta patrimoniale media pari allo 0.46%, cioè al 4.6 per mille.

Se volete approfondire i numeri reali, vi consiglio la lettura di questo articolo di Sandro Brusco, pubblicato su NoisefromAmerika, il maggio scorso.

Ciò che emerge quando si abbandona il tono da comizio e si fanno sul serio i conti, è che la cosiddetta ricchezza finanziaria netta (sottraendo quindi le passività finanziarie) realmente tassabile (alcune voci, come i contanti, non sono tassabili in questo modo), scende a circa 1100 miliardi, che equivale alla somma dei conti correnti e degli investimenti in titoli di stato in mano alle famiglie italiane.

Immaginate di colpire “solo” il 10% più ricco e scoprirete che l’aliquota annuale da applicare è tutt’altro che sostenibile, fate i conti spalmando l’onere fiscale su tutti e l’idea di aprire un conto in Svizzera diventerà appetibile anche per un operaio di Mirafiori.

Ma dopotutto si tratta di assumere 800mila persone, no? Per fare cosa, poi?

Ottocentomila nuovi forestali!

I tre ci rassicurano che i nuovi assunti non andranno solo a scaldare una sedia ma saranno impiegati là dove serve davvero.

Le mansioni per le quali sono qualificati o qualificabili, e delle quali ci sia effettivamente bisogno.

L’affermazione è un po’ vaga. Di quali mansioni parla? Non c’è pericolo di distorsione del mercato del lavoro vero? Rispondono:

Il pericolo è molto limitato. Esso può essere drasticamente ridotto limitando le assunzioni ai settori dei beni pubblici, cioè di quei beni che il settore privato non è in grado di fornire in modo efficiente (e se lo dice lui); essi sono anche quelli in cui si hanno in Italia i maggiori ritardi. Un esempio ovvio è la tutela dell’ambiente, un altro i servizi universalistici di assistenza, per esempio la prevenzione sanitaria sul territorio.

Tutela dell’ambiente? Insomma tanti nuovi forestali, in Piemonte e Lombardia così come in Sicilia, per rilanciare l’occupazione e stimolare la domanda! Quod erat demonstrandum.

E finita la crisi, che si fa con questi assunti?

Nulla. Per definizione l’emergenza sarà finita solo quando il mercato e lo stato saranno in grado di garantire un livello soddisfacente di occupazione. Va inoltre ricordato che il tasso di occupazione (il rapporto tra numero di occupati e popolazione in età lavorativa) in Italia è di gran lunga tra i più bassi d’Europa (56,9% in Italia, 63,8% in Francia, 69,5% nel Regno Unito e 71,1% in Germania).

Insomma, ce li dovremo tenere sul groppone per sempre o, meglio, fino a quando in Italia non sarà rimasto più nessuno a produrre ricchezza e pagare le patrimoniali desiderate dai nostri

Concludo con una considerazione.

Mattei, Ortona e Scacciati  non sono gli “scemi del villaggio” che potete ascoltare ogni giorno al bar proporre la soluzioni più fantasiose e ridicole per uscire dalla crisi. Sono professori universitari e sfruttano la loro posizione accademica per dare autorità alle loro idee bislacche.

I casi sono due: o questi sono in completa malafede, oppure, per prendere una laurea in legge ed economia, è indifferente frequentare le aule universitarie o il bar del paese.

A voi la scelta.

Bastiat Contrario

Annunci

One thought on “Tassiamo i conti correnti e chi compra i btp per assumere 800mila forestali!

  1. professore..no! pagliacci…!!!!
    siete penosi!
    nuove tasse???
    e voi avreste studiato!
    via! alle elementari allora………..
    e poi basta dipendenti pubblici tagliamoli! il privato taglia e il pubblico?…..ridicoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...