Madre Cabrini e il suo “impero della beneficenza”

Il Mises Italia pubblica oggi la traduzione di un bell’articolo di Lew Rockwell in cui si parla, tra le altre cose, della beneficenza privata come validissima alternativa alla solidarietà coatta statale.

Rockwell fa l’esempio di una figura che fu certamente una “iron lady” del suo tempo e del suo campo, Madre Cabrini: una storia meritevole di essere conosciuta. Come punto di partenza, questo il link alla voce in italiano di Wikipedia, in cui si ricorda, tra le altre cose, che “le sue iniziative caritative ben presto si sviluppavano in opere di assistenza economicamente autosufficienti grazie all’erogazione congiunta di servizi a pagamento. Le missionarie fornivano agli immigrati fornivano corsi di lingua, assistenza burocratica, corrispondenza con le famiglie di origine, raggiungendo anche i più emarginati sia logisticamente, sia perché infermi, istituzionalizzati o reclusi”.

Così, giusto per dire che non è affatto vero che il libero mercato non trova soluzioni per aiutare i più poveri e i meno fortunati, e non è neanche vero che le opere di carità non possano essere economicamente autosufficienti. Basta un po’ di intraprendenza, e poi ci vogliono uomini e donne di ferro come Santa Francesca Saverio Cabrini.

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