Chi mena per primo, mena due volte – Mahatma Gandhi

Se vi raccontassi che Friedrich Hayek era un reazionario asburgico che odiava lo stato ma, allo stesso tempo, auspicava un regime dittatoriale per instaurare l’ordine supremo del mercato in quanto dettato dalla Ragione (con la R maiuscola) come reagireste? E se vi confidassi che Hayek è il vero padre fondatore dell’Euro e che la moneta unica era stata da lui progettata per distruggere lo stato?

Vi fareste una grassa risata o vi indignereste per il carico diffamatorio di queste affermazioni?

La prima volta che le ho lette mi sono fatto una risata, ma dopo averle sentite pronunciare “con autorevolezza” da Alain Parguez, professore di economia all’Università di Besançon, con tanto di false citazioni a seguito, il buon umore mi è passato del tutto.

Qui invece trovate un riassunto scritto del suo intervento.

Come è possibile trasformare l’autore de la Società Libera (The Constitution of Liberty 1960) e Legge, legislazione e Libertà  (Law, Legislation and Liberty 1973-1979), in un “reazionario che voleva imporre alla gente ignorante l’ordine supremo del mercato abolendo lo stato?”

In realtà è molto semplice. Basta appellarsi alla propria autorità nel campo (Alain Parguez è un professore universitario), infarcire il discorso di false citazioni (con riferimenti allo stesso tempo precisissimi ma altrettanto vaghi) che nessuno andrà mai a controllare e soprattutto infamare un personaggio morto e sepolto che non ti potrà querelare dall’Oltretomba.

Che questa strategia abbia successo lo dimostra la reazione del professor Riccardo Bellofiore, che siede accanto a Parguez. Pur dichiarando, all’inizio del suo intervento, di non essere d’accordo con quanto dichiarato dal suo collega francese (al fatto che l’euro sia figlio di Hayek), però tuttavia non contesta (e così su due piedi non può farlo) le false citazioni riportate da Parguez.

Vediamone alcune.

Individualism and the Economic Order

Il primo libro citato è un’opera «sulla teoria del mercato che Hayek scrive nel 1948 ed è pubblicata dalla  University of Chicago Pressnel 1988.»

Nel 1948 Friedrich Hayek ha pubblicato un saggio, Individualism and the Economic order, che è liberamente scaricabile in inglese dal sito del Mises Institute. Il testo è effettivamente stato pubblicato dalla University of Chicago anche se non nel 1988.

Secondo Parguez, l’economista austriaco avrebbe scritto:

 “E’ evidentemente impossibile dimostrare l’esistenza del mercato, i vantaggi della concorrenza; il semplice fatto di dubitarne o cercare di giustificarsi vuol dire negare l’esistenza del mercato come valore supremo. Il mercato è un atto di fede”.

Questa frase, ovviamente, non la trovate (potete controllare sul pdf che vi ho linkato).  Dunque il professore francese se l’è inventata di sana pianta? Possibile. Non è però da escludere che Parguez abbia letto questo pezzo, a pagina 92, in cui Hayek critica il concetto di “concorrenza perfetta” utilizzato dagli economisti suoi contemporanei e, non capendoci niente, lo abbia reinterpretato alla sua maniera.

La citazione non esiste (provate a cercarla!) ma all’inizio del saggio “The meaning of competition” (p.92) Hayek critica il concetto di “concorrenza perfetta” usato dagli economisti suoi contemporanei e scrive:

«For this attitude there seems to me to exist very little justification. I shall attempt to show that what the theory of perfect competition discusses has little claim to be called “competition” at all and that its conclusions are of little use as guides to policy. The reason for this seems to me to be that this theory throughout assumes that state of affairs already to exist which, according to the truer view of the older theory, the process of competition tends to bring about (or to approximate) and that, if the state of affairs assumed by the theory of perfect competition ever existed, it would not only deprive of their scope all the activities which the verb “to compete” describes but would make them virtually impossible.

If all this affected only the use of the word “competition,” it would not matter a great deal. But it seems almost as if economists by this peculiar use of language were deceiving themselves into the belief that, in discussing “competition,” they are saying something about the nature and significance of the process by which the state of affairs is brought about which they merely assume to exist. In fact, this moving force of economic life is left almost altogether undiscussed.»

La seconda fase citata si troverebbe invece a pagina 14,

 “contrariamente a quanto si possa credere io sono a favore di uno stato minimo, ma anche a favore di uno stato che sia un despota, uno stato che imporrà le leggi eterne dell’ordine ad un popolo ignorante”

Nuovamente, non vi è traccia di quelle parole, ma a pagina 26 si può invece leggere:

«It must remain an open question whether a free or individualistic society can be worked successfully· if people are too “individualistic” in the false sense, if they are too unwilling voluntarily to conform to traditions and conventions, and if they refuse to recognize anything which is not consciously designed or which cannot be demonstrated as rational to every individual. It is at least understandable that the prevalence of this kind of “individualism” has often made people of good will despair of the possibility of achieving order in a free society and even made them ask for a- dictatorial government with the power to impose on society the order which it will not produce itself.»

Cattive interpretazioni? Malafede? Calunnie? Proseguiamo con l’opera seguente

The Pure theory of Capital (1941)

Secondo il professore francese, nelle conclusioni di questo libro “praticamente illeggibile” Hayek scriverebbe:

«c’è qualcuno che odio, perché questo qualcuno ha osato aggredire le fondamenta dell’ordine economico. Questo qualcuno, è Keynes. Egli ha osato proporre una società in cui è possibile l’abbondanza, sopprimendo gli elementi fondamentali di governo che sono appunto il vincolo, la scarsità e quindi il sacrificio»

Il testo completo del libro di Hayek lo trovate sempre sul sito del Mises Institute. Se fate una ricerca con la parola chiave “Keynes” non troverete alcun hate speech nei suoi confronti . La parola “abbondanza,” però, forse ci rivela il passo da cui ha preso spunto Parguez:

«Yet it is some such “world as this which is treated in Mr. Keynes’General Theory of Employment, Interest and Money, which in recent years has created so much stir and confusion among economists and even the wider public. Although the technocrats, and other believers in the unbounded productive capacity of. our economic system, do not yet appear to have realised it, what he has given us is really that economics of abundance for which they have been clamouring so long. Or rather, he has given us a system of economics which is based on the assumption that no ~real scarcity exists, and that the only scarcity with which we need concern ourselves is the artificial scarcity created by the determination of people not to sell their services and products below certain arbitrarily fixed prices.»

The Constitution of Liberty

Il terzo testo citato da Parguez, e l’ultimo che esaminerò,  è invece «un libro del 1960, “La teoria generale della Costituzione” in “tre volumi di 600 pagine”.

Credo si riferisca a The Constitution of Liberty, che effettivamente è del 1960, è diviso in tre parti (non volumi) ed è di circa 600 pagine. Purtroppo di questo libro non esiste una versione pdf liberamente scaricabile per cui, se volete controllare personalmente, dovete recarvi in biblioteca.

Secondo Parguez Hayek a pagina 28,29 scrive:

«Odio il modello economico e sociale degli Stati Uniti perché da quando costituiti dai padri fondatori essi non hanno fatto altro che andare in declino»

e poi rivela le sue aspirazioni

«qual è per me l’ideale di stato futuro? È quello che ho conosciuto in gioventù, ovvero la monarchia, ovvero l’Impero austro-ungarico in cui tutti obbedivano a tutti, bambini ai genitori, operai al padrone, il popolo alla nobiltà e la nobiltà al rappresentante di Dio in terra»

Vi sorprende che anche queste supposte citazioni siano fasulle?

Hayek un fascista?

Fino ad ora ho lasciato intendere che vi potesse non essere un intento calunniatorio e menzognero alla base delle dichiarazioni di Parguez. Ora invece vi spiego perché, invece, ritengo che le false citazioni non siano solo frutto di una cattiva ed ideologica interpretazione delle parole di Hayek  ma delle e vere e proprie calunnie premeditate.

Infatti, circa al minuto 10:22 del video, il professor francese dichiara che

 Secondo Parguez:

«Hayek emigra in Inghilterra perché dopo la caduta della Monarchia, dato che apparteneva al partito fascista austriaco, viene espulso dall’Austria per approdare in Inghilterra.»

Questa affermazione è così ridicola che si commenta da sola, ma è rivelatrice. Qui non si tratta di leggere e non capire, qui siamo di fronte a una riscrittura della storia di Friedrich Hayek, farcita di falsità e calunnie.  Per la cronaca, alla fine della Prima Guerra Mondiale, ovvero quando la monarchia asburgica cadde, Hayek aveva 18 anni e continuò i suoi studi a Vienna, partecipando ai seminari di Ludwig Von Mises. Quando fu chiamato a Londra nel 1931, vi andò per accettare una cattedra alla London School of Economics e nel 1938 rimase in Inghilterra e divenne cittadino britannico proprio per non tornare in Austria dopo l’Anschluss con la Germania nazista.

Calunnie aggiunte a calunnie

Le calunnie del professor Parguez non sono le uniche. Paolo Barnard, l’organizzatore dei meeting a cui il docente francese è stato invitato a parlare, da tempo, infatti, calunnia Friedrich Hayek dalle pagine del suo blog,  falsificando il pensiero dell’economista austriaco ed evitando, ovviamente, di citare le “fonti” delle sue affermazioni.

Così, nelle parole di Barnard, Hayek diventa un “mostro” secondo il quale bisogna «fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi.»

E ancora, l’economista austriaco sarebbe «un propagandista di un Darwinismo sociale senza pietà. Per lui ogni singolo aspetto del vivere comune, inclusa la morale, doveva essere frutto di una lotta spontanea (l’ordine spontaneo che diventa “lotta spontanea” .. che pena NdA), e mai di una pianificazione democratica dello Stato. Niente tutele per le minoranze, per i deboli, assolutamente no spesa dello Stato per il bene pubblico, trionfa solo il meritevole, il forte, in assenza completa di una qualsivoglia funzione pubblica. Hayek rappresenta il massimo profeta anti-Stato forse mai esistito.»

Calunnie e falsità.

Forse, nella sua prossima apparizione televisiva, Barnard ci racconterà che il malvagio Friedrich Von Hayek, membro del partito fascista ed espulso dall’Austria perché sostenitore degli Asburgo, perfido difensore del Supremo Ordine del mercato dove chi perde deve essere sacrificato in nome del Darwinismo sociale, è protagonista di una cospirazione mondiale delle élite contro il popolo sovrano.

Lo ha già fatto nel suo “saggio” … Il più grande Crimine (p.42)

Bastiat Contrario

Aggiornamento pubblicato il 6 settembre

Nei commenti è venuta fuori anche la fonte per questa “citazione” di Parguez, che merita di essere riportata perché emblematica. Secondo l’economista francese, Hayek avrebbe scritto che bisogna:

«fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi.»

La frase originale si trova in “the Constitution of Liberty” in italiano “La società libera” e la riporto sia in inglese che in traduzione italiana (mia):

“In the Western World some provision for those threatened by the extremes of indigence or starvation due to circumstances beyond their control has long been accepted as a duty of the community. The necessity of some such arrangement in an industrial society is unquestioned – be it only in the interest of those who require protection against acts of desperation on the part of the needy (p.285)”

In italiano:

“Nel Mondo Occidentale, il fatto che venga fornita una qualche forma di aiuto a chi è minacciato da forme estreme di indigenza o soffre la fame a causa di circostanze al di fuori del suo controllo è stato da lungo accettato come dovere della comunità. In una società industriale nessuno dubita che una qualche forma di intervento sia in questi casi necessaria, foss’anche solo nell’interesse di chi richiede protezione contro atti di disperazione da parte dei bisognosi.”

Leggendo la citazione originale e la “versione di Parguez” è chiaro come quest’ultima sia stata ritoccata e tagliuzzata a puntino, in modo da trasmettere un significato profondamente diverso da quello originale. In un caso del genere è evidente come non ci si trovi in presenza di “Imprecisioni” ma di vere e proprie calunnie in malafede

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24 thoughts on “Chi mena per primo, mena due volte – Mahatma Gandhi

  1. The Constitution of Liberty, chap. 19 – “some provision for those threatened by the extremes of indigence or starvation, be it only in the interest of those who require protection against acts of desperation on the part of the needy.”

    • Perlomeno quella citazione non se l’è inventata del tutto (ripeto che non avevo Constitution of Liberty a portata di mano e quindi non potevo controllare) ma nota la traduzione di Parguez

      «fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi.»

      Mentre la traduzione dall’inglese è

      “fornire qualche aiuto per chi soffre le minacce estreme di indigenza e fame è solo nell’interesse di chi richiede protezione dagli atti di disperazione dei bisognosi”

      Hayek sta rispondendo alle critiche di chi dice: “non possiamo fornire aiuti agli indigenti perché ciò generebbe incentivi distorsivi e inoltre verrebbe fatto in modo coatto togliendo risorse a chi se le è guadagnate per darle ad altri e quindi si violerebbe la libertà individuale”.

      Cosa risponde l’economista austriaco? Dice: “No, facciamo attenzione. Nella Great Society, è solo nell’interesse di chi si è guadagnato la ricchezza sul mercato mettere da parte delle risorse da destinare ai poveri e gli indigenti, perché così facendo si fornisce una rete di salvataggio e non si gettano le persone in una condizione tale da spingerle ad atti di disperazione, a protezione dei quali poi “i benestanti” chiederebbero protezione.”

      Quindi Parguez, anche questa volta, ha preso una citazione “quasi” precisa ma ha cambiato una piccola parola che stravolge completamente il significato della frase, trasformando un Hayek che giustifica una rete di salvataggio per chi è tagliato fuori dal mercato (beccandosi l’ira funesta di Rothbard in questo modo), in un Hayek che machiavellicamente consiglia di elargire panem per tenere gli indigenti sotto controllo e alle dipendenze della élite.

      Parguez è veramente ignobile.

  2. Perciò Hayek dice testualmente:
    “…alcune disposizioni a favore di quelli che sono a rischio di estrema indigenza o fame, sia pure solo nell’interesse di coloro che necessitano di protezione contro (eventuali) atti di disperazione da parte dei bisognosi.”
    Questo esclude, evidentemente, la prospettiva etica: è solo per ragioni di “interesse” e di autoprotezione da parte dei ricchi che si può prevedere qualche misura in favore degli indigenti.

    • E’ perché nel link dove avevo ritrovato la citazione, appariva come una subordinata retta dal verbo “admitted that”. Cmq ora ho trovato il pezzo originale con tutta la frase, che ovviamente è perfettamente in linea con cosa dice Hayek in altri pezzi e in opposizione alle infamie di Parguez.

      Eccola:

      “In the Western World some provision for those threatened by the extremes of indigence or starvation due to circumstances beyond their control has long been accepted as a duty of the community. The necessity of some such arrangement in an industrial society is unquestioned – be it only in the interest of those who require protection against acts of desperation on the part of the needy (p.285)”

      D’altronde bastava aver letto altri lavori di Hayek per capire che era solo una calunnia, quella di Parguez, che taglia e cuce le citazioni cercando di far dire cose che non sono. Tu hai mai letto qualcos’altro di Hayek? La questione del minimum income la tratta altre volte.

      Ad esempio in LAw, Legislation and Lberty

      “The assurance of a certain minimum income for everyone, or a sort of floor below which nobody need fall even when he is unable to provide for himself, appears not only to be a wholly legitimate protection against a risk common to all, but a necessary part of the Great Society in which the individual no longer has specific claims on the members of the particular small group into which he was born.”

      Friedrich A. Hayek (1979). Law, Legislation, and Liberty vol. 3. Taylor and Francis, pp. 54-55.

      In altri passi del libro scrive cose simili. E in Road to Serfdom

      “There is no reason why in a society which has reached the general level of wealth which ours has attained . . . security against severe physical privation the certainty of a given minimum of sustenance . . . should not be guaranteed to all without endangering general freedom. . . . There can be nodoubt that some minimum of food, shelter and clothing, sufficient to preserve health and the capacity to work, can be assured to everybody” (p.120)

      Infatti, ripeto, di solito le accuse ad Hayek sono proprio quelle di supportare una rete di salvataggio in caso di bisogno per le persone che sono colpite da calamità naturali, imprevisti, perdita del lavoro, etc. Lo chiarifica anche nell’intervista contenuta in Hayek on Hayek e nella quale commenta proprio il passaggio di Road to Serfdom

      Mr. Krueger: “What do you think of a minimum guarantee of food, clothing and shelter to people? Is that a violation of your definition of proper planning?”
      Mr. Hayek: “What do you mean by a ‘minimum guarantee’? I have always said that I am in favor of a minimum income for every person in the country.”
      Mr. Merriam: “You used that in your own book (The Road to Serfdom). What did you mean by it?
      Mr. Hayek: “I will restate it in my own way—I mean to secure a minimum income on which every one can fall back. You have it, of course, very largely in the form of unemployment insurance.”

      Quindi Parguez rimane comunque e solo un calunniatore e la tua interpretazione basata su un taglia e cuci senza valore.

  3. Comunque Parguez nel 2000 a Davos in un suo intervento ha beccato tutto giusto riguardo quello che ci stava aspettando, direi un esempio incredibile di senno di prima……. misessiani e aiecchiani o per stupidita’ (Dubito) o per malafede (Propendo) sparavano una marea di cazzate riguardo il futuro radioso di questa europa dell’euro….. un golden standard senza neanche bisogno del gold cavolo il paradiso degli aiecchiani e misessiani alla seconda…. di cosa vi lamentate….dovreste essere li a festeggiare ogni giorno…..perchè tranquilli arrivera un mercato cosi libero che neanche vi immaginate……

    • Peccato che, come per tutto il resto delle calunnie di Parguez su Hayek, anche questa idea che l’economista austriaco sia “il padre spirituale” dell’Euro è una stupidaggine e chiunque abbia mai letto veramente qualcosa di Hayek lo sa.

      Cmq, giusto qualche citazione (con la fonte, a differenza di quelle inventate di Parguez)

      “I started remarking against the idea of a common European currency, saying why not simply admit all the other currencies competing with yours, and then you don’t need a standard currency. People will choose the one which is best. That, of course, led me to the extension: Why confine it to other government moneys and not let private enterprise supply the money?”
      Intervista con Alex Leijonhufvud – 1978
      http://hayek.ufm.edu/index.php?title=Axel_Leijonhufvud

      “though I strongly sympathise with the desire to complete the economic unification of Western Europe by completely freeing the flow of money between them, I have grave doubts about doing so by creating a new European currency managed by any sort of supra-national authority. Quite apart from the extreme unlikelihood that the member countries would agree on the policy to be pursued in practice by a common monetary authority (and the practical inevitability of some countries getting a worse currency than they have now), it seems highly unlikely that it would be better administered than the present national currencies.”
      1978 – The Denationalisation of money

      Nel 1978 🙂 quindi sostenere che l’Euro sia figlio della visione di Hayek è solo una delle tante calunnie che il prof. Parguez va ripetendo nelle sue “conferenze”

      • E nel 1976, scriveva, sempre Hayek,

        “At this moment it seems that the best thing we could wish governments to do is for, say, all the members of the European Economic Community, or, better still, all the governments of the Atlantic Community, to bind themselves mutually not to place any restrictions on the free use within their territories of one another’s – or any other – currencies, including their purchase and sale at any price the parties decide upon, or on their use as accounting units in which to keep books. This, and not a utopian European Monetary Unit, seems to me now both the practicable and desirable arrangement to aim at. To make the scheme effective it would be important, for reasons I state later, also to provide that banks in one country be free to establish branches in any of the others. ”
        http://www.iea.org.uk/publications/research/choice-in-currency-a-way-to-stop-inflation

      • “Hayek che machiavellicamente consiglia di elargire panem per tenere gli indigenti sotto controllo e alle dipendenze della élite.” FALSO. L’ignobile è lei. La frase così modificata non cambia assolutamente la sostanza del discorso.
        “Che l’economista austriaco sia “il padre spirituale” dell’Euro è una stupidaggine” FALSO.
        Cito Otmar Issing, membro della BCE:
        “Quello che è successo con l’introduzione dell’Euro ha davvero ottenuto ciò che invocava Hayek. E’ oggi chiaro che idee come le sue hanno ispirato i Trattati dell’Unione Europea… Non dovrebbe Hayek essere oggi felice di ciò che abbiamo fatto? Così tanta parte delle sue idee degli anni ’60 sono oggi legge europea”. Dimostri che tale dichiarazione è FALSA o lei è un CIALTRONE.

  4. dato che fai tanto il fenomeno accusando altri di infamia calunnia ecc. perché non ti firmi con nome e cognome? e anche fosse tutto ciò che dici su Parguez/Hayek est toglie responsabilità a chi oggi ispirandosi alle sue tesi e al suo modello sta attaccando le libertà e la democrazia?
    Qual’è il tuo scopo, discreditare Parguez?
    Se vuoi essere veramente credibile tira via la tenda e mostra la tua vera identità, e dicci CHI SEI

    • E che è, l’oscuro manovratore? Ti do il mio di nome se vuoi: sono Umberto Morgagni ma questo aumenta la credibilità del discorso? Organizziamo incontri di persona, non siamo un potere occulto che si nasconde dietro pseudonimi…

      Parguez si discredita da solo usando citazioni volutamente errate per portare avanti le sue tesi: prendi in prestito o scarica i testi e controlla quello che è stato detto nell’articolo e vedrai che non c’è nessuna macchinazione, semplicemente un professore in malafede.

      • Umberto, credimi: chi conosce Parguez (che fra l’altro non è esattamente il primo venuto) non può dubitare della sua buona fede.
        Fra l’altro, al di là delle singole citazioni (che cercherò comunque di verificare), tutti gli assunti di base su cui si fonda la sua ricostruzione storica sono pienamente confermati dai fatti.
        E poiché le sue previsioni, risalenti al 2000, si sono rivelate esatte, bisogna supporre o che Parguez sia un profeta, o che conoscesse i retroscena della faccenda-euro.
        Questo, alla fine, è ciò che conta.
        E non dimenticare che lo stesso Parguez è stato stretto collaboratore di Mitterrand e di Attali, prima di “convertirsi”: questo gli ha certamente consentito di attingere ad informazioni decisamente riservate, e di prima mano.
        Come ben sai, dal momento che di sicuro non ignori Tucidide, questo è l’unico modo serio di scrivere la storia: chi è costretto, come noi, a basarsi su fonti scritte, deve stare alla versione dei fatti di chi scrive, che spesso è “di facciata”.

  5. Simona, chi è questo “fenomeno” lo dice il blog stesso, basta cliccare su “opinioni” e poi su “bastiat contrario”, lì c’è scritto subito che tale autore risponde al nome di Marco Bollettino.

  6. Questa è bella: sta’ a vedere che adesso ci ritroviamo Hayek tra gli alleati e tra i più feroci avversari dell’euro…
    “I have grave doubts about doing so by creating a new European currency managed by any sort of supra-national authority. Quite apart from the extreme unlikelihood that the member countries would agree on the policy to be pursued in practice by a common monetary authority (and the practical inevitability of some countries getting a worse currency than they have now), it seems hihly unlikely that it would be better administered than the present national currencies.”
    1978 – The Denationalisation of money

    Be’, mica male per noi.

  7. Alcune considerazioni da parte di Paolo Barnard:

    1) le idee di Hayek sulla giustizia sociale e sul concetto di giustizia in sé sono note al mondo: per Hayek non esiste tale concetto;
    2) ciò che è disceso dal suo pensiero, la scuola austriaca nella parte Hayekiana, testimonia l’esattezza delle definizioni di Parguez;
    3) le parole di Hayek di contenuto socialmente infame da me citate sono esatte, e dovrebbero bastare;
    4) l’idea di Hayek secondo cui i sistemi monetari dovrebbero essere affidati a banche in libera competizione fra loro senza alcun ruolo dello Stato, sono scritte nero su bianco in quasi tutti i suoi lavori, interviste ecc.
    Noam Chomsky, se si vuole una fonte autorevole, ha scritto lungamente sui contenuti socialmente infami della scuola austriaca, e con lui altri. Che per gli austriaci qualsiasi centralità dello Stato sia puro anatema è un fatto talmente noto che sinceramente non vale la pena commentare oltre.
    Che uno stesso intellettuale possa dichiarare una cosa una volta e il suo opposto tempo dopo è un altro fatto comune: Milton Friedman nel 1948 scrisse che i deficit erano giusti per creare la piena occupazione! Solo pochi anni dopo Friedman negò categoricamente tale posizione definendola scellerata.
    Greenspan scrisse che i deficit per l’America erano un problema ridicolo e di nessuna gravità, poi 10 anni dopo testimoniò al Congresso che i deficit erano il pericolo pubblico numero uno per gli USA.
    Hayek fece lo stesso: si scagliò contro la giustizia sociale senza pietà, poi, anni dopo, parlava apertamente di reti di protezione sociale.
    Conclusione: dubito che Parguez si sia inventato nulla, ho personalmente trovato prove dell’appartenenza di Monnet alle lobby dell’acciaio franco-tedesche, per esempio, e Attali si è rivelato come un killer economico in interviste pubbliche esattamente come detto da Parguez.
    Ma nulla cambia del fatto che Hayek, Walras, Menger e altri siano i padri di una ideologia di purismo fanatico di libero mercato che ha prodotto ciò che è davanti agli occhi di tutti. Dimenticavo: Hayek era un ammiratore di Pinochet, e suggerì apertamente a Margaret Thatcher di preferire le libertà del libero mercato “alla Pinochet” alle libertà delle elezioni democratiche. Non so a cosa vi serva sostenere che le SS qualcosa di buono in fondo l’hanno fatta.
    Ma avete tempo da perdere?

    • Risposte veloci.

      “1) Primo, le idee di Hayek sulla giustizia sociale e sul concetto di giustizia in sé sono note al mondo: per Hayek non esiste tale concetto.”

      Sbagliato. Il concetto di giustizia occupa un intero libro della trilogia “legge, legislazione e libertà” e quello di “giustizia sociale” occupa il secondo libro di quella trilogia. Il concetto di giustizia esiste ed è utilizzato, di volta in volta, per definire cose diverse come l’egalitarismo dei redditi, i concetti di “prezzo giusto” o “salario giusto” al di fuori di quelli di mercato o ancora “l’uguaglianza di opportunità”. Quello che Hayek contesta è che A) non si è ancora incontrata una definizione di “giustizia sociale” a cui fare riferimento e B) ciò che viene a vario titolo definito come tale non ha nulla a che fare con la “giustizia” e quindi la legge ed il diritto.
      Come vedi è un po’ diversa da come la racconti tu.

      “2) Secondo, ciò che è disceso dal suo pensiero, la scuola austriaca nella parte Hayekiana, testimonia l’esattezza delle definizioni di Parguez.”

      E cosa sarebbe “disceso” dal suo pensiero? Tra l’altro, visto che citi le “discendenze” la MMT, nella versione italiota, spesso elogia la Germania Nazista sotto Hjalmar Schacht. Lì, però, casualmente dovremmo “trascurare” quel che è successo, no?

      “3) Terzo, le parole di Hayek di contenuto socialmente infame da me citate sono esatte, e dovrebbero bastare.”

      Come ho mostrato nell’articolo, sono citazioni sbagliate, tagliuzzate e riproposte con significato diverso dall’originale, ovvero si tratta di diffamazione. Scommettiamo che prendendo e tagliuzzando allo stesso modo parti dei tuo scritti riesco a farti dire frasi “di contenuto socialmente infame?”

      “4) Quarto, l’idea di Hayek secondo cui i sistemi monetari dovrebbero essere affidati a banche in libera competizione fra loro senza alcun ruolo dello Stato, sono scritte nero su bianco in quasi tutti i suoi lavori, interviste ecc.”

      Ma né tu, né tantomeno Parguez avete la più pallida idea di cosa questo significhi visto che citate sempre Hayek come “padre spirituale dell’euro”

      ***
      In sintesi, un conto e non capire che cosa scrive Hayek (nessuno ti ha obbligato a leggerlo, né ad apprezzarlo), un altro è scrivere falsità deliberate e diffamatorie, come fai da tempo

      *prendendo l’ennesima cantonata clamorosa.

  8. Primo: se accusi Paolo Barnard di diffondere falsità e di diffamare deliberatamente, non sai evidentemente di chi/cosa parli.

    Secondo: hai bisogno di un po’ di citazioni letterali?
    Eccole:

    Hayek sul concetto di giustizia sociale (i numeri romani si riferiscono ai volumi in cui si trovano le citazioni):

    la giustizia sociale è un miraggio (“Law, Legislation and Liberty” vol. II)
    da “Social Justice, Socialism and Democracy”:
    [la giustizia sociale è] una formula vuota… strettamente e interamente vuota e senza significato… (II: 68, 69, xi)
    una frase che non significa assolutamente nulla… (II: xii, 33)
    un antropomorfismo primitivo… (II: 62, 75)
    una superstizione… (II: 66)
    come credere alle streghe… (II: 75)
    un incubo che oggi rende bei sentimenti come strumenti per la distruzione di tutti i valori della civiltà libera… (II: xii)
    una insinuazione disonesta, intellettualmente sconcia, il segno di una demagogia e di un giornalismo squallido di cui gli intellettuali onesti dovrebbero vergognarsi… (II: 97).

    Ecco poi, in proposito, una precisazione di Paolo Barnard:
    Hayek sostiene apertamente che il concetto di giustizia sociale non ha senso se le diseguaglianze fra persone sono causate dall’ “ordine spontaneo” di una società di mercato libera, che è assolutamente preferibile agli altri sistemi sociali.
    Il problema con Hayek, dal punto di vista filosofico, è che lui pone la libertà dell’ordine spontaneo di mercato come Dio supremo; poi, se sotto a questo altare c’è giustizia o meno, si debba aiutare o meno, esista la compassione o meno, per lui è solo puro caso.
    Hayek rigetta drasticamente qualunque cosa noi abbiamo conosciuto come intervento della collettività/Stato per la giustizia sociale. Rigetta la civiltà per come la conosciamo.
    Ora il punto è che questa a-moralità assoluta è ciò che gli ha permesso di sposare orrori umani pari al nazismo, come il Cile di Pinochet. E’ ciò che ha permesso ai suoi seguaci di creare filosofie economiche responsabili di centinaia di milioni di morti. In questo Hayek è stato un mostro, lo ribadisco.
    Fra l’altro Hayek arrivò anche a dire che una unione monetaria europea come quella che abbiamo oggi era sbagliata, ma non perché avrebbe distrutto le sovranità degli Stati, al contrario, perché avrebbe lasciato troppa sovranità agli Stati, mentre nel suo sogno doveva esistere solo un ordine gestito dal puro mercato delle banche in competizione fra loro.

    Il tentativo di negare quanto sopra accusando Parguez di imprecisioni, è come sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe (ammesso che Parguez abbia sbagliato).
    Hayek fu un mostro che nella sua ossessione purista sposò mostruosità, e che ha creato mostruosità.
    Fine del dibattito.

    • “Primo: se accusi Paolo Barnard di diffondere falsità e di diffamare deliberatamente, non sai evidentemente di chi/cosa parli.”

      *So benissimo di cosa parlo e non accuso Barnard… accuso Barnard e Parguez.

      “Secondo: hai bisogno di un po’ di citazioni letterali?
      Eccole:

      “Hayek sul concetto di giustizia sociale (i numeri romani si riferiscono ai volumi in cui si trovano le citazioni):

      la giustizia sociale è un miraggio (“Law, Legislation and Liberty” vol. II)”

      *Iniziamo già male… il titolo è The Mirage of Social Justice…. vabbè

      Lascio stare le altre citazioni… son prese a 4 parole alla volta e tento, nuovamente, di rispiegarti cosa dice Hayek in un libro di 200 pagine, non in 4 parole.

      Quello che Hayek critica del concetto di “giustizia sociale” è che sia legato al concetto di “giustizia”. La giustizia non c’entra nulla se la tua impresa va bene e ti arricchisci perché inventi l’Iphone e la mia va male perché il mio prodotto è la Fiat duna. Quindi appellarsi a una “giustizia sociale” quando ci troviamo di fronte a una distribuzione dei redditi non egalitaria non ha nulla a che vedere con la “ricerca della giustizia” e molto a che vedere con “altro.”

      “Ecco poi, in proposito, una precisazione di Paolo Barnard:
      Hayek sostiene apertamente che il concetto di giustizia sociale non ha senso se le diseguaglianze fra persone sono causate dall’ “ordine spontaneo” di una società di mercato libera, che è assolutamente preferibile agli altri sistemi sociali. “

      * Ecco quello che as usual non ha capito niente. Hayek dice (ma l’ho scritto qualche riga fa)che non ha senso appellarsi al CONCETTO DI GIUSTIZIA, quando in realtà si parla di redistribuzione dei redditi.

      L’ordine spontaneo di mercato è un ordinamento di cose che si viene a creare a partire dal fatto che ognuno di noi può acquistare e vendere liberamente beni e servizi. Invece di sfociare nell’anarchia di produzione che prediceva Marx, quello che fa è costruire un sistema coordinato dove, alla fine, negli scaffali trovi i prodotti che cerchi senza che vi sia stata un’autorità centrale a pianificare il tutto. Come funziona questo sistema? Tramite il meccanismo dei prezzi e dei profitti/perdite che premiano gli imprenditori bravi a fornire prodotti voluti dal pubblico e punisce chi invece fornisce prodotti non desiderati.

      Se la Apple s’è arricchita fornendo ai consumatori prodotti vincenti e desiderati (Ipad, Iphone e Ipod), e non chiedendo ad esempio alla politica di fornirle privilegi, mentre l’azienda B ha prodotto biciclette con ruote quadrate e non è riuscita a vendere, allora non ha alcun senso a tirare in ballo la “giustizia” per togliere denaro dalla Apple e darlo all’azienda B per mantenerla in vita. La giustizia non ha nulla a che fare con questa richiesta! Tantomeno una “giustizia sociale”.

      Sono invece interessi particolari a richiedere questo trasferimento di ricchezza da Apple ad Azienda B (Tassando Apple ad esempio per concedere sussidi, prestiti a fondo perduto, etc. all’azienda B e tenerla in piedi).

      “Il problema con Hayek, dal punto di vista filosofico, è che lui pone la libertà dell’ordine spontaneo di mercato come Dio supremo; poi, se sotto a questo altare c’è giustizia o meno, si debba aiutare o meno, esista la compassione o meno, per lui è solo puro caso. “

      * Guarda che stai attribuendo ad Hayek una concezione “religiosa” (il Mercato come Dio supremo) che è assolutamente assente in Hayek mentre vedo ben presente in Barnard. Solo che lì il Dio supremo è lo Stato, immagino governato dai saggi filosofi platonici come lui.

      La compassione è un atto personale, nulla ti vieta di usare il tuo denaro per aprire una mensa pubblica. Ed Hayek stesso prevedeva una sorta di reddito minimo per gli indigenti che non potevano guadagnarsi la pagnotta sul mercato, quindi siete proprio fuori strada.

      “Hayek rigetta drasticamente qualunque cosa noi abbiamo conosciuto come intervento della collettività/Stato per la giustizia sociale. Rigetta la civiltà per come la conosciamo.”

      * Puttanate, basta leggersi un libro di Hayek per capirlo. Intanto ti cito questo passo, sempre la Law, legislation & liberty, libro III, capitolo 14.Settore pubblico e settore privato:

      “Lungi di propugnare «uno stato minimo» riteniamo indispensabile che in una società libera il governo debba usare il proprio potere di raccogliere fondi per le imposte per offrire una serie di servizi che per varie ragioni non possono essere forniti – o non possono esserlo in modo adeguato – dal mercato. Invero, si potrebbe sostenere che, anche se ci fossero altre necessità di coercizione, sussisterebbe ancora una ragione sufficiente per dare un potere alle autorità territoriale di far contribuire i cittadini ad un fondo comune con cui finanziare tali servizi.”

      “Ora il punto è che questa a-moralità assoluta è ciò che gli ha permesso di sposare orrori umani pari al nazismo, come il Cile di Pinochet. E’ ciò che ha permesso ai suoi seguaci di creare filosofie economiche responsabili di centinaia di milioni di morti. In questo Hayek è stato un mostro, lo ribadisco. “

      *MMT –> Germania nazista di Schacht –> Seconda Guerra mondiale + Olocausto. Ti piace la mia associazione di idee invece?

      “Fra l’altro Hayek arrivò anche a dire che una unione monetaria europea come quella che abbiamo oggi era sbagliata, ma non perché avrebbe distrutto le sovranità degli Stati, al contrario, perché avrebbe lasciato troppa sovranità agli Stati, mentre nel suo sogno doveva esistere solo un ordine gestito dal puro mercato delle banche in competizione fra loro.”

      Hayek aveva ben presente i danni del nazionalismo monetario – li aveva vissuti sulla propria pelle – e dal momento che riteneva utopico pensare che gli stessi politici che amano svalutare e inflazionare la moneta poi votassero leggi per reintrodurre un gold standard, allora, a fine anni ’70, concepì l’idea di togliere la “sovranità monetaria” allo stato per darla a TUTTI. Infatti non parla di banche che hanno il monopolio dell’emissione di moneta ma di concorrenza tra tanti enti che, liberamente, possono emettere la moneta che vogliono. Ovviamente poi devono conquistarsi la fiducia degli “utilizzatori della moneta” e fare in modo che la usino senza utilizzare costrizioni per legge.
      In pratica nel sistema monetario hayekiano potreste mettervi insieme e fare la vostra moneta da gestire come volete. Niente di personale ma io mi rivolgerei altrove.

      “Il tentativo di negare quanto sopra accusando Parguez di imprecisioni, è come sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe (ammesso che Parguez abbia sbagliato). “

      Eh no cari, qui l’Inquisizione è Parguez che manipola le frasi di Hayek per condannarlo al rogo dell’infamia, non il contrario.

      “Hayek fu un mostro che nella sua ossessione purista sposò mostruosità, e che ha creato mostruosità.
      Fine del dibattito.”

      Al rogo! Al rogo! Possono forse avere torto 50 contadini armati di torce e forconi?

      • Giusto per farti capire che cosa Barnard intendesse per “Dio” in riferimento ai neoliberisti, ti cito il seguente paragrafo di un articolo di Chomsky:

        “We might also bear in mind that the current economic crisis is traceable in no small measure to the fanatic faith in such dogmas as the efficient market hypothesis, and in general to what Nobel laureate Joseph Stiglitz, 15 years ago, called the “religion” that markets know best – which prevented the central bank and the economics profession from taking notice of an $8tn housing bubble that had no basis at all in economic fundamentals, and that devastated the economy when it burst.”

        E, a proposito della coerenza con cui vengono applicati i principi liberisti dai liberisti stessi, quest’altro paragrafo:

        “While wealth and power have narrowly concentrated, for most of the population real incomes have stagnated and people have been getting by with increased work hours, debt, and asset inflation, regularly destroyed by the financial crises that began as the regulatory apparatus was dismantled starting in the 1980s.
        None of this is problematic for the very wealthy, who benefit from a government insurance policy called “too big to fail.” The banks and investment firms can make risky transactions, with rich rewards, and when the system inevitably crashes, they can run to the nanny state for a taxpayer bailout, clutching their copies of Friedrich Hayek and Milton Friedman.”

        http://battlesword.blogspot.it/2011/10/noam-chomsky-seeing-world-objectively.html

        Senti, sinceramente: io capisco che provieni da una scuola di pensiero liberale/liberista e quindi la difendi ad oltranza, il che ti porta necessariamente a prendere le difese di von Hayek.
        E’ normale, tutti noi difendiamo coloro in cui crediamo ed ai quali vogliamo bene.
        Inoltre si vede che sei uno che studia e sa quel che dice.
        Però il nostro credo personale non deve (e parlo ovviamente anche per noi) indurci alla totale cecità, fino al punto ad esempio di negare l’evidente e totale fallimento dell’ideologia neoliberista, con le conseguenze tragiche che abbiamo sotto gli occhi.
        Né deve renderci incapaci di cogliere il buono che c’è negli altri e di ammettere che, pur con umani errori, lottano per la causa del bene.

        Se TUTTI NOI unissimo le forze e combattessimo la stessa guerra (perché SIAMO in guerra), invece di scannarci fra di noi come dei perfetti cretini, le cose probabilmente andrebbero un po’ meglio.

  9. @Arlette

    • Sulla prima citazione di Chomsky

    L’efficient market hypothesis? E che cazzo c’entra Hayek? Ma Dio santissimo…. ma porca miseria… scusa se mi incazzo ma se ti leggi la lecture con cui Hayek ha accettato il Nobel nel 1974 capisci il perché, qui in traduzione italiana:

    http://vonmises.it/2012/03/23/la-pretesa-di-sapere-discorso-di-accettazione-del-nobel-di-friedrich-hayek/

    Ora, dopo averla letta, lo capisci perché mi arrabbio? Btw Stiglitz è quello che nel 2001 scrisse un report per Fannie Mae e Freddie Mac in cui stimava la probabilità di fallimento dei due colossi semipubblici in 1 su 500000, tanto x capire il personaggio.

    * E sulla seconda

    Sei sicuro che sia un problema di deregulation (ovvero di POCHE REGOLE) e non di bad regulation, ovvero di CATTIVE REGOLE. Perché il settore bancario è iper-regolamentato ma sono regole “cattive” e non generali, proprio quelle che Hayek (oh.. guarda caso) condannava nel primo libro di Law, Legislation and Liberty. Ad esempio le banche devono sottostare a una marea di regole e regolamentazioni riguardo a come investire il denaro dei depositanti ma, nel farlo, violano due semplici e regole generali:

    1) utilizzano denaro depositato a vista come se fosse un prestito a lungo termine
    2) Se “falliscono” poi possono essere discrezionalmente salvate con il denaro dei contribuenti.

    “Senti, sinceramente: io capisco che provieni da una scuola di pensiero liberale/liberista e quindi la difendi ad oltranza, il che ti porta necessariamente a prendere le difese di von Hayek.
    E’ normale, tutti noi difendiamo coloro in cui crediamo ed ai quali vogliamo bene.
    Inoltre si vede che sei uno che studia e sa quel che dice.
    Però il nostro credo personale non deve (e parlo ovviamente anche per noi) indurci alla totale cecità, fino al punto ad esempio di negare l’evidente e totale fallimento dell’ideologia neoliberista, con le conseguenze tragiche che abbiamo sotto gli occhi.”

    * Vedi sopra. Quel che è fallita non è l’ideologia “neoliberista” che non esiste, ma il crony capitalism, ovvero il corporativismo, cioè un sistema misto dove lo Stato ha un ruolo FONDAMENTALE nell’economia, dove requisisce e spende PIU’ del 50% del reddito prodotto e decide quali aziende sopravvivono e prosperano (anche se fallimentari) e quali invece devono pagare perché le prime facciano profitto. E’ il trionfo della privatizzazione dei profitti (per alcuni) e della socializzazione delle perdite: NON E’ IL MERCATO DESCRITTO DA HAYEK!

    http://www.lospiffero.com/cose-einaudite/cio-che-non-siamo-5955.html

    “Né deve renderci incapaci di cogliere il buono che c’è negli altri e di ammettere che, pur con umani errori, lottano per la causa del bene.”

    * Che più o meno è quel che diceva l’Inquisizione. Di solito, quando qualcuno dice così, la cosa più saggia è rifugiarsi in casa e sbarrare porte e finestre.

    “Se TUTTI NOI unissimo le forze e combattessimo la stessa guerra (perché SIAMO in guerra), invece di scannarci fra di noi come dei perfetti cretini, le cose probabilmente andrebbero un po’ meglio.”

    E gli slogan di questa guerra quali sono?

    Le Corporations vanno a letto con lo Stato, quindi ci serve più Stato? Siete sicuri di combattere “la guerra” dalla parte giusta?

  10. Questo era Friedrich August Hayek e così ragionava (male)::

    – la giustizia sociale è un miraggio (vol II, Law, Legislation and Liberty)
    – una formula vuota… strettamente e interamente vuota e senza significato… (II: 68, 69, xi)
    – una frase che non significa assolutamente nulla… (II: xii, 33)
    – un antropomorfismo primitivo… (II: 62, 75)
    – una superstizione… (II: 66)
    – come credere alle streghe… (II: 75)
    – un incubo che oggi rende bei sentimenti come strumenti per la distruzione di tutti i valori della civiltà libera… (II: xii) – una insinuazione disonesta, intellettualmente sconcia, il segno di una demagogia e di un giornalismo squallido di cui gli intellettuali onesti dovrebbero vergognarsi… (II: 97).

    (da Social Justice, Socialism and Democracy, di F. A. Hayek. I numeri romani si riferiscono ai volumi dove si trovano le citazioni.)

    • Credo che le citazioni non le abbia trovate tu; Credo che tu le abbia copiate e incollate dallo stesso posto in cui le ha prese un altro utente poco sopra (copiare e incollare non è male – il problema è pubblicare senza leggere prima le frasi intere). Ammetto di essere ignorante in materia, ma pubblico la risposta che Bastiat ha dato al precedente utente (la copio e incollo):

      la giustizia sociale è un miraggio (“Law, Legislation and Liberty” vol. II)”

      *Iniziamo già male… il titolo è The Mirage of Social Justice…. vabbè

      Lascio stare le altre citazioni… son prese a 4 parole alla volta e tento, nuovamente, di rispiegarti cosa dice Hayek in un libro di 200 pagine, non in 4 parole.

      Quello che Hayek critica del concetto di “giustizia sociale” è che sia legato al concetto di “giustizia”. La giustizia non c’entra nulla se la tua impresa va bene e ti arricchisci perché inventi l’Iphone e la mia va male perché il mio prodotto è la Fiat duna. Quindi appellarsi a una “giustizia sociale” quando ci troviamo di fronte a una distribuzione dei redditi non egalitaria non ha nulla a che vedere con la “ricerca della giustizia” e molto a che vedere con “altro.”

      “Ecco poi, in proposito, una precisazione di Paolo Barnard:
      Hayek sostiene apertamente che il concetto di giustizia sociale non ha senso se le diseguaglianze fra persone sono causate dall’ “ordine spontaneo” di una società di mercato libera, che è assolutamente preferibile agli altri sistemi sociali. “

      * Ecco quello che as usual non ha capito niente. Hayek dice (ma l’ho scritto qualche riga fa)che non ha senso appellarsi al CONCETTO DI GIUSTIZIA, quando in realtà si parla di redistribuzione dei redditi.

      L’ordine spontaneo di mercato è un ordinamento di cose che si viene a creare a partire dal fatto che ognuno di noi può acquistare e vendere liberamente beni e servizi. Invece di sfociare nell’anarchia di produzione che prediceva Marx, quello che fa è costruire un sistema coordinato dove, alla fine, negli scaffali trovi i prodotti che cerchi senza che vi sia stata un’autorità centrale a pianificare il tutto. Come funziona questo sistema? Tramite il meccanismo dei prezzi e dei profitti/perdite che premiano gli imprenditori bravi a fornire prodotti voluti dal pubblico e punisce chi invece fornisce prodotti non desiderati.

      Se la Apple s’è arricchita fornendo ai consumatori prodotti vincenti e desiderati (Ipad, Iphone e Ipod), e non chiedendo ad esempio alla politica di fornirle privilegi, mentre l’azienda B ha prodotto biciclette con ruote quadrate e non è riuscita a vendere, allora non ha alcun senso a tirare in ballo la “giustizia” per togliere denaro dalla Apple e darlo all’azienda B per mantenerla in vita. La giustizia non ha nulla a che fare con questa richiesta! Tantomeno una “giustizia sociale”.

      Sono invece interessi particolari a richiedere questo trasferimento di ricchezza da Apple ad Azienda B (Tassando Apple ad esempio per concedere sussidi, prestiti a fondo perduto, etc. all’azienda B e tenerla in piedi).

      “Il problema con Hayek, dal punto di vista filosofico, è che lui pone la libertà dell’ordine spontaneo di mercato come Dio supremo; poi, se sotto a questo altare c’è giustizia o meno, si debba aiutare o meno, esista la compassione o meno, per lui è solo puro caso. “

      * Guarda che stai attribuendo ad Hayek una concezione “religiosa” (il Mercato come Dio supremo) che è assolutamente assente in Hayek mentre vedo ben presente in Barnard. Solo che lì il Dio supremo è lo Stato, immagino governato dai saggi filosofi platonici come lui.

      La compassione è un atto personale, nulla ti vieta di usare il tuo denaro per aprire una mensa pubblica. Ed Hayek stesso prevedeva una sorta di reddito minimo per gli indigenti che non potevano guadagnarsi la pagnotta sul mercato, quindi siete proprio fuori strada.

      “Hayek rigetta drasticamente qualunque cosa noi abbiamo conosciuto come intervento della collettività/Stato per la giustizia sociale. Rigetta la civiltà per come la conosciamo.”

      * Puttanate, basta leggersi un libro di Hayek per capirlo. Intanto ti cito questo passo, sempre la Law, legislation & liberty, libro III, capitolo 14.Settore pubblico e settore privato:

      “Lungi di propugnare «uno stato minimo» riteniamo indispensabile che in una società libera il governo debba usare il proprio potere di raccogliere fondi per le imposte per offrire una serie di servizi che per varie ragioni non possono essere forniti – o non possono esserlo in modo adeguato – dal mercato. Invero, si potrebbe sostenere che, anche se ci fossero altre necessità di coercizione, sussisterebbe ancora una ragione sufficiente per dare un potere alle autorità territoriale di far contribuire i cittadini ad un fondo comune con cui finanziare tali servizi.”

      “Ora il punto è che questa a-moralità assoluta è ciò che gli ha permesso di sposare orrori umani pari al nazismo, come il Cile di Pinochet. E’ ciò che ha permesso ai suoi seguaci di creare filosofie economiche responsabili di centinaia di milioni di morti. In questo Hayek è stato un mostro, lo ribadisco. “

      *MMT –> Germania nazista di Schacht –> Seconda Guerra mondiale + Olocausto. Ti piace la mia associazione di idee invece?

      “Fra l’altro Hayek arrivò anche a dire che una unione monetaria europea come quella che abbiamo oggi era sbagliata, ma non perché avrebbe distrutto le sovranità degli Stati, al contrario, perché avrebbe lasciato troppa sovranità agli Stati, mentre nel suo sogno doveva esistere solo un ordine gestito dal puro mercato delle banche in competizione fra loro.”

      Hayek aveva ben presente i danni del nazionalismo monetario – li aveva vissuti sulla propria pelle – e dal momento che riteneva utopico pensare che gli stessi politici che amano svalutare e inflazionare la moneta poi votassero leggi per reintrodurre un gold standard, allora, a fine anni ’70, concepì l’idea di togliere la “sovranità monetaria” allo stato per darla a TUTTI. Infatti non parla di banche che hanno il monopolio dell’emissione di moneta ma di concorrenza tra tanti enti che, liberamente, possono emettere la moneta che vogliono. Ovviamente poi devono conquistarsi la fiducia degli “utilizzatori della moneta” e fare in modo che la usino senza utilizzare costrizioni per legge.
      In pratica nel sistema monetario hayekiano potreste mettervi insieme e fare la vostra moneta da gestire come volete. Niente di personale ma io mi rivolgerei altrove.

      “Il tentativo di negare quanto sopra accusando Parguez di imprecisioni, è come sostenere che la Santa Inquisizione fu giusta perché uno studioso ha sbagliato le citazioni dai verbali dei processi alle streghe (ammesso che Parguez abbia sbagliato). “

      Eh no cari, qui l’Inquisizione è Parguez che manipola le frasi di Hayek per condannarlo al rogo dell’infamia, non il contrario.

      “Hayek fu un mostro che nella sua ossessione purista sposò mostruosità, e che ha creato mostruosità.
      Fine del dibattito.”

      Al rogo! Al rogo! Possono forse avere torto 50 contadini armati di torce e forconi?

  11. uno Stato che tutela i cittadini e’ quasi utopica, in quanto lo stato e’ fatto da persone , e siamo tutti pieni di EGO , corruttibili, e cattiveria, d’altro canto una societa’ di libero mercato dove i meritevoli vanno in alto e in basso ci vanno i meno meritevoli e’ una giungla, sempre per il solito motivo, il merito spesso si gonfia , si compra o si impone……..

    prendiamo per assurdo le civilta’ del regno animale, gli imenotteri per esempio, hanno una classificazione sociale imposta per natura, la formica regina sforna le altre formiche , le sterelizza chimicamente e assegna un ruolo , le guerriere, le esploratrici le operaie ecc ecc
    non e’ un sistema democratico , la regina non viene eletta, ma funziona , e funziona solo perche questi insetti non hanno una coscienza come la nostra, la formica operaia non si sente sfruttata e non viene sfruttata, la loro societa’ funziona perche ognuno svolge il proprio compito senza EGO e senza voglia di padroneggiare sulle altre, “sanno” che senza la regina non andrebbero avanti e la regina sa che senza le altre non servirebbe a nulla, questo e’ il segreto
    cosa farebbe un imprenditore con buone idee senza gli operai? nulla…..cosa farebbero gli operai senza un imprenditore? nulla
    se non capiamo che tutti siamo nella solita barca e nessuno e’ migliore dell’altro , nessuno e’ piu importante , non si va avanti, ci saranno sempre guerre inutili, lotte sociali ecc ecc
    una struttura piramidale serve solo come “grafico” non come classifica, capite la differenza??

    porto un altro esempio: una autovettura, cosa e’ piu importante il motore? le ruote? lo sterzo ? la carrozzeria? nulla e’ piu importante dell’altro, togli solo una cosa e la macchina non funziona….

    chi vuol capire capisca , chi non vuole si faccia un bell’esame di coscienza

    saluti

  12. Ok…… se Ron Paul vedesse la sua America trasformata da oligarchie neo feudali…. a cui venisse imposta una moneta come l’euro in questo modo… beh visto che un po’ lo conosco e lo seguo da tempi non sospetti e ho pure una sua lettera su carta intestata del congresso con la sua firma e scritta a mio nome che mi ringrazia di alcune considerazioni da me mandate per E-mail nel 2004 e il mio supporto dal 2005….. beh posso assicurarvi che Mr. Ron Paul sarebbe già da anni con un fucile a nascondersi in montagnia…. 🙂

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