Obama e Ayn Rand: dalla finzione alla realtà

Ha fatto molto scalpore un recente discorso di Obama in cui il Presidente Americano afferma che i meriti per un’ invenzione o per la creazione di un’ attività  non siano da attribuire al singolo individuo, che ha avuto l’idea giusta, ci ha lavorato duramente e, perchè no, ha avuto quel pizzico di fortuna necessario a farla fruttare appieno.

I meriti individuali, infatti, per Obama non sembrano esistere, è tutto merito di uno Stato e di una Società che trascende gli individui sia per dimensione sia per importanza, sino a negarne la capacità di agire singolarmente.

Qualcuno, in un profetico libro di oltre 50 anni fa che descriveva la decadenza di un’ America caduta progressivamente in mano al Socialismo, aveva immaginato un discorso molto simile:

 “Lui non ha inventato il ferro e gli altoforni, vero?”

“Chi?”

“Rearden. Non ha inventato la fusione dei metalli e la compressione. Non avrebbe potuto inventare il suo metallo se non per migliaia e migliaia di altre persone. Il suo metallo! Come può pensare sia suo? Come può solo pensare che sia una sua invenzione? Ognuno usa il lavoro di tutti gli altri, nessuno inventa niente!”

 Lei rispose: “Ma il ferro e tutte le altre cose erano lì da tempo. Perchè nessun’altro ha mai inventato questo metallo mentre Rearden c’è riuscito?

 Ayn Rand – La Rivolta di Atlante

Oggi, purtroppo, non pare esserci nessun John Galt all’orizzonte e anche i gli Hank Rearden sono in via d’estinzione.

Domenico.

 Immagine

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3 thoughts on “Obama e Ayn Rand: dalla finzione alla realtà

  1. Vabbé, troppo facili certe considerazioni. I grandi inventori del passato si trovavano di fronte a un mondo molto meno complesso di quello odierno. invenzioni e ricerca richiedono squadre e organizzazioni sempre più complesse e mastodontiche, basti pensare agli acceleratori, alla fusione, ecc. Quanto ai grandi nomi dell’informatica e di internet, lo dicono in molti che una cosa è avere a disposizione un mercato di 300 milioni di persone che parlano la stessa lingua un’altra è trovarsi in un paese di 50 -60 milioni o giù di lì. Non si drovrebbe neanche trascurare l’importanza della politica americana degli anni 80 con l’espansion creditizia e il finanziamento di una miriade di aziende poi diventate colossi. Alla faccia del merito e della libertà certi grandi inventori qualcosa dall’ambiente circostante hanno ricevuto.

  2. Che ci siano ambienti più adatti per l’emergenza degli imprenditori è ovvio, ma sono condizioni contorno. E’ come dire che una persona è cresciuta bene solo grazie alla presenze dell’aria.
    In Nord Korea difficilmente una buona idea potrà crescere, ma è proprio per la presenza di uno stato asfissiante, in america probabilmente era e ancora è possibile fare impresa grazie ad uno stato più leggero, o, più probabilmente, nonostante uno stato.
    Riguardo all’espansione creditizia non conta nulla, se un’ idea è valida emerge comunque, l’espansione creditizia è solo una distorsione del mercato e della capacità informativa dei prezzi che porta ad uno spreco di risorse in attività inutili e dannose. Più che internet come risultato della politica espansiva by FED andrei a guardare la bolla dei tecnologici di fine secolo. O la crisi attuale.

  3. Ho letto la Rivolta di Atlante per la prima volta nel 1972 e ancora altre due volte pochi anni dopo.
    Trovarmi oggi (2012) in mondo che riproduce quasi fedelmente gli orrori descritti nel romanzo mi fa semplicemente rabbrividire e mi fa pensare che Ayn Rand abbia avuto doti profetiche. Tutto mi fa pensare che, grazie all’attuale cultura, la civiltà occidentale sia sull’orlo dell’auto distruzione.

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