Indipendenza e Debito: la lezione Scozzese

Per chi crede nell’autodeterminazione oggi la Scozia fa notizia principalmente per i tentativi dello Scottish National Party di Alex Salmond di ottenere un referendum per l’indipendenza dal Regno Unito.
Meno conosciuto nel nostro paese è, però, il percorso che ha portato la storica nazione Scozzese a confluire nel Regno Unito di Gran Bretagna.

L’Atto di Unione del 1707 tra i Parlamenti di Scozia e Inghilterra, arrivato dopo quasi un secolo di unione dinastica, è un interessante caso di studio anche per interpretare dinamiche attuali.
Iniziamo con il dire che di tutto si trattò tranne che di un atto spontaneo o dovuto alla volontà popolare, più volte infatti gli Scozzesi si erano fieramente opposti ai tentativi di conquista militare da parte degli Inglesi, dalle Guerre d’Indipendenza di qualche secolo prima alla recente opposizione al “Lord Protettore” Cromwell e anche durante il processo di approvazione dell’Atto ci furono notevoli sommovimenti popolari e tentativi di rivolta.
Cosa aveva spinto, allora, il Parlamento Scozzese a questa decisione nel 1707? I debiti.
La Scozia ad inizio ‘700 era un paese sull’orlo del fallimento a causa del Darian Scheme, un’ impresa coloniale finita male nell’attuale Panama finanziata con oltre un quarto della ricchezza Scozzese tramite sottoscrizioni. Gran parte della nobiltà Scozzese dopo il fallimento della Darian Company si trovò in gravi problemi economici, e questo servì ad eliminare le resistenze parlamentari che avevano evitato di portare a termine il processo di unione, spesso ventilato nei due secoli precedenti. In cambio dell’Atto l’Inghilterra si fece carico del debito nazionale Scozzese e dei debiti dei sottoscrittori dello schema, oltre a stabilizzarne la moneta,

Un paese sull’orlo del fallimento, un vicino ricco e potente e un salvataggio pagato con la perdita della sovranità. Ricorda qualcosa?

Tratto da “Diritto di Voto

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2 thoughts on “Indipendenza e Debito: la lezione Scozzese

  1. Già, ricorda cose brutte. Comunque oggi la situazione è ribaltata: gli scozzesi hanno le residue risorse, gli inglesi un debito aggregato mostruoso. Niente di buono all’orizzonte in ogni caso. Tra parentesi, sono stato colpito pure io in viaggio dal blocco degli ATM della Royal bank of Scotland; il comparto bancario anglosassone non funziona molto bene ormai.

  2. Ah senz’altro, e lo stesso Salmond mi ispira ben poca fiducia al di là delle idee indipendentiste, però se un grosso Stato Europeo si separasse pacificamente sarebbe un bel precedente per battaglie future.

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