Cose (E)inaudite – I festival di Orwell

Si è inaugurata ieri la nona edizione di Traffic, rassegna musicale torinese di grande successo, che quest’anno ha dovuto ridurre parzialmente il programma per far fronte alle difficoltà economiche che in questi tempi di crisi hanno colpito i vari sponsor.

Questi sponsor sono un mix di soggetti pubblici, semi-pubblici e privati. Qui si sostiene che, per mille ragioni, queste iniziative dovrebbero reggersi interamente sul contributo dei privati, ma nonostante la crisi le istituzioni insistono a volerle finanziare. Per un po’, come aveva rivelato Lo Spiffero, era sembrato che quest’anno il contributo della Regione potesse saltare, e invece purtroppo (sì, purtroppo), com’era prevedibile, anche quest’anno l’obolo è arrivato.

A questo punto, sembra davvero che ci vorrà la bancarotta perché i nostri politici si decidano finalmente ad adottare un modello diverso: la “sola” crisi, per quanto grave, non è evidentemente un campanello d’allarme sufficiente a cambiare registro.

Almeno, però, ci piacerebbe non essere presi in giro. Già, perché, alla luce del sostanzioso contributo pubblico ricevuto, è davvero una presa in giro che il nome completo di Traffic sia “Traffic Torino Free Festival“, e che sul relativo sito ci si vanti di aver «difeso e preservato la completa gratuità, prerogativa che – notiamo con piacere – è stata emulata da un altro importante festival musicale cittadino».

Gratis – ci si consenta l’espressione – una beata fava! Per la quota di finanziamento pubblico che riceve (apparentemente determinante, visto che si ventilava lo stop se il contributo regionale fosse stato effettivamente tagliato), Traffic è gratis come sono gratis i viaggi o l’invio della posta per i parlamentari, o gli iPad dei parlamentari europei, o i computer, i buoni pasto, le spese telefoniche, i biglietti a teatro, le copie dei giornali e la miriade di altri benefit di cui godono i politici di ogni livello e i loro amici nelle società pubbliche e parapubbliche: tutti privilegi gratuiti per chi li riceve, ma in realtà pagati a suon di tasse da noi contribuenti.

Leggi il resto dell’articolo →

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...