Un Calcio al buon senso

Sarà che sono relativamente interessato al calcio ma, a me, i soldi stanziati per ricostruire il Filadelfia fanno girare un po’ le scatole. Sulla Stampa di oggi campeggia la promessa di Fassino: “1,5 milioni di euro nel 2012, 2 milioni nel 2013” e intanto, sul giornale on-line “Lo Spiffero”, troviamo che non ci sarebbero stati i soldi per pagare gli stipendi degli 11.000 dipendenti comunali questo mese, con conseguente presunto prestito da Soris, la nota società di riscossione crediti torinese.

Servirebbe, in stile Istituto Bruno Leoni, un bel Contatore del Debito appeso sulla facciata di Palazzo Civico a ricordare a tutti, politici scriteriati e cittadini tifosi, che il debito del Comune ha ormai abbondantemente sorpassato i 4 miliardi (scriviamolo per esteso che rende meglio: 4.000.000.000 €) avvicinandosi ormai ai 5 (5.000.000.000 €) e che sarà difficile far finta di nulla ancora a lungo. Abituati a ragionare in miliardi o centinaia di milioni, i politici torinesi ormai ritengono bruscolini 3,5 milioni dati in pasto alla fede Granata e anzi, la ritengono un’ottima operazione d’immagine che accrediterebbe l’amministrazione spendacciona fra i buoni, distogliendo l’attenzione da altri sprechi e dalla disoccupazione dilagante. Tralasciamo poi che il costo finale dei lavori lieviterà come tutte le opere pubbliche che si rispettino e che la mossa del Comune tirerà dentro la Regione, anche lei seduta allo scomodo tavolo della Fondazione Filadelfia con somma gioia di Cota, dei conti rossi regionali e dei contribuenti piemontesi tutti.

Le domande sorgono spontanee nella testa di chi sa che alla fine dovrà pagare: perché diavolo lo stadio deve essere a carico dei cittadini? È un “patrimonio cittadino”? Un pezzo di Storia? Un’operazione culturale (come sostiene Vittorio Bertola, grillino tendente alla cicala che guarda con orrore il project financing)? No, è un nuovo stadio messo nello stesso posto del vecchio. Non che se fosse stato quello originale sarebbe stato più opportuno stanziare soldi pubblici per ripararlo, ma qui non c’è nemmeno lo sbrindellato ombrello dell’affezione a tenere in piedi lo sperpero. Bisognerebbe aprire una seria discussione su come le operazioni “culturali” con soldi pubblici servono soprattutto  a foraggiare il sottobosco clientelare, ma rimando il discorso ad altro articolo.

Il punto è che se i granata vogliono veramente riportare nella location storica uno stadio simile (sempre sulla Stampa si riportano i commenti di chi chiede che lo stadio non sia una costruzione “futurista” ma un tributo al passato con, magari, le tribune in legno) perché non se lo pagano loro? Colletta fra tifosi (già ipotizzata ma ancora su carta e solo per “contribuire”), robusto finanziamento da parte del Torino F.C. e che il Comune stia a guardare, magari agevolando solo le pratiche burocratiche.

La verità è che Torino e il Toro non hanno bisogno di un altro stadio: la Juve ha lo Juventus Stadium (primo stadio in Italia costruito senza soldi pubblici) e il Toro ha lo stadio Olimpico, tanto è vero che il nuovo Filadelfia finirà, probabilmente, a fare da costosa culla alle giovanili granata: costruire un colosso di cemento in mezzo alla città per motivi nostalgici è quindi accettabile solo se paga qualcun altro e, guarda caso, il Comune è proprio nella condizione di spendere e spandere lasciando il conto ai cittadini, per nulla provati dalla crisi. L’importante è avere sempre il polso della situazione, mi raccomando.

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4 thoughts on “Un Calcio al buon senso

  1. Mi sembra che su questo fatto tu sia notevolmente disinformato le due cose non hanno nulla a cui vedere il Filadelfia era lo stadio privato del Torino ( costuito negli anni 20 dal conte Cinzano allora proprietario della squadra non è mai stato pubblico, negli anni novanta con un colpo di mano piratesco della politica cittadina è stato in modo assolutamente illegale espropriato ed abbattuto con il palese intento di far sparire anche la società e quindi una parte della storia cittadina ) I soldi stanziati per il Filadelfia dal Comune non sono pubblici ma sono stati incassati dal Comune negli anni come oneri di urbanizzazione per le operazioni edilizie sull’area di un’area ribadisco che non era pubblica ma privata questo promesso solennemento all’abbattimento del più antico e glorioso stadio d’italia ( e ribadisco unico stadio privato in italia ) adesso è solo un ristoro molto parziale
    – gli altri soldi arriveranno dal Credito Sportivo e dunque non sarebbero utilizzabili per altri progetti
    – non si tratta di uno stadio ma di un centro sportivo, sociale e culturale che il quartiere attende da vent’anni, ed è stato proprio il quartiere a chiedere un campo sportivo e non un giardino
    – ci sono decine migliaia di torinesi che più volte hanno richiesto quest’opera in nome della storia della città ma anche è soprattutto in nome del diritto e delle promesse fatte negli anni novanta e mai mantenute .
    Lo stadio della squadra degli Agnelli ha una storia totalmente quello si che era uno stadio pubblico costruito con i soldi pubblici negli anni novanta quando ne esistevano già due e poi stranamente lasciato andare in rovina mai utilizzato per le olimpiadi ( il comunale non andava bene per i mondiali 90 ,ma per le olimpiadi 2006 si in modo che lo stadio delle alpi potesse essere ceduto ad un prezzo simbolico alla squadra fiat che si potesse fare il suo stadio privato con risorse pubbliche se ti devi arrabbiare arrabbiati di questo .
    Il vero liberale difende la propietà privata e si indigna dello sperpero e dei favoritismi pubblici non il contrario .

    • Non conosco in dettaglio la storia dell’esproprio dello stadio e non ho motivo di credere che tu stia dicendo cose errate ma rimango della mia opinione: al momento é una proprietà pubblica e la costruzione graverà sui cittadini. Gli espropri sono un’infamia e se questo é stato il destino dello Stadio, tutto il mio sostegno ai precedenti proprietari perché possano farsi valere e farsi riborsare/pagare adeguatamente dal comune; tuttavia il metodo di chiedere finanziamenti pubblici come compensazione é sbagliato. Tu dici che molti cittadini vogliono ll stadio: ribadisco che se vogliono possono finanziarselo. Non vedo perché un novarese che segue la pallavolo dovrebbe essere contento che le sue tasse finanzino uno stadio inutile a Torino. Per lo stadio delle alpi sono assolutamente d’accordo: uno spreco di denaro pubblico colossale e un favore alla Juve nel cedere il terreno. Lungi da me voler dividere i granata cattivi dai gobbi buoni! Il principio deve valere per tutti: fate sport e impresa (il calcio lo é senza dubbio) senza pesare sulle casse pubbliche!

      • Continui a sbagliare non sapendo di cosa parli i soldi che il comune ha per l’ennesima volta promesso di restituire per la ricostruzione del fila NON SONO E NON SONO MAI STATI SOLDI PUBBLICI sono solo una parte degli oneri di urbanizzazione che il bennet ha dato al comune per fare il suo ìpermercato su un’area che è diventata pubblica solo in seguito al vergognoso colpo di mano del 92 firmato Novelli, nel fila non entrano soldi pubblici ,ma solo la restituzione di un maltolto. Per chiarire sull’area del glorioso Fila il comune ha speculato guadagnandoci alla grande contando che il toro prima commissionato e poi fatto faliire ad arte non avrebbe mai potuto fare alcunchè ed infatti il silenzio delle varie indegne pseudo proprietà della società è emblematico. Chi non ha taciuto sono stati i privati cittadini i torinesi sono tosti e poco asserviti e il tifo calcistico centra poco ,ma certo non pui pensare di informati adeguatamente sul giornale aziendale della famiglia che da tutto cio ha guadagnato uno stadio praticamente gratis. a spese dei torinesi .

      • Allora, io mi baso sul comunicato stampa del comune che puoi trovare qui. Non si parla di compensazione nè di restituzione di soldi ma di soldi pubblici stanziati per costruire uno stadio. Ti ripeto ciò che ho detto nella prima risposta: i privati che hanno subito l’esproprio hanno più che diritto di combattere con tutte le loro forze per vedersi compensare il giusto ma NON è accettabile pretendere soldi delle tasse di torinesi e piemontesi come finanziamento di un’opera, per quanto gradita al danneggiato. Non puoi decidere tu che, visto che secondo te c’è stata un’ingiustizia, quelli non sono soldi pubblici ma “giuste compensazioni” dovute al Toro (o a chi vuoi tu). Il percorso giusto sarebbe: il comune paga (se dovuti) i soldi che deve al privato, il privato investe nella costruzione di quello che vuole (stadio, parco giochi, piscina o quello che vuole) comprandosi il terreno e la struttura rimane al privato. Attualmente invece si parla di proprietà della Fondazione Filadelfia (con Comune e Regione a fare da sostnitori principali) e costruzione in mano al pubblico: è diverso ed inaccettabile. Questa è la mia opinione per quello che posso vedere.

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