Cose (E)inaudite – I privati siamo noi

La battaglia dei benicomunisti, che vorrebbero trasformare un po’ tutto in proprietà collettiva, dalle bottiglie d’acqua agli asili, sottraendo così tutto il possibile alla disponibilità dei privati, è una delle più gravi minacce per la libertà oggi esistenti. I nostri peggiori incubi si vanno peraltro materializzando: giusto qualche giorno fa è stato presentato il manifesto per un “soggetto politico nuovo, che dall’unione tragga la forza di instaurare il “bene-comunismo” (parole loro).

Tra i tanti oltraggi alla libertà portati dai benicomunisti, ce n’è uno particolarmente insidioso: la sistematica opera di denigrazione del privato che essi compiono.

In questi giorni, ne stiamo avendo un esempio lampante proprio con la querelle sulla gestione degli asili nel Comune di Torino, a cui abbiamo già fatto cenno qualche settimana fa. Spendendo troppo, il Comune ha violato il patto di stabilità, come conseguenza gli sarà vietato (ri)assumere le maestre a settembre, e allora cerca un modo per tenere lo stesso in piedi il servizio asili, facendo fesso il patto di stabilità e possibilmente senza finire davanti alla Corte dei Conti.

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