Cose (E)inaudite – Precari, sedotti e abbandonati

E così siamo giunti alle battute finali della telenovela sulla stabilizzazione o meno dei 204 precari della Regione Piemonte in scadenza di contratto tra luglio 2012 e gennaio 2013 (erano 209, ma in 5 han trovato altra sistemazione). Come ha rivelato in anteprima Lo Spiffero, infatti, la giunta Cota avrebbe deciso di non stabilizzare i lavoratori in questione. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, per poi riflettere su che cosa essa ci insegna.

[…]

Ora, chi scrive sostiene che sia drammaticamente urgente ridurre in modo drastico gli organici pubblici a qualunque livello, per effetto e in parallelo ad una drastica riduzione del perimetro di ingerenza del pubblico nella vita dei suoi “sudditi”. È una questione sia di principio, sia di tenuta, anch’essa sempre più “precaria”, dei conti pubblici. Pertanto, se sarà confermata, una decisione, come quella di Cota, che per una volta sembrerebbe privilegiare, volente o nolente, la tenuta dei conti (cioè, non dimentichiamolo mai, gli interessi dei nostri figli e nipoti, che ancora non possono votare), rispetto alle esigenze di consenso di breve termine, non può che trovarci favorevoli. Ma la vicenda merita qualche considerazione in più.

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