Cose (E)inaudite – Testa e croce del commercio

C’è davvero qualcosa che non va se anche coloro che dovrebbero essere la naturale “constituency”, ovvero il pubblico amico di questa rubrica, davanti all’ipotesi di lasciar fare al mercato si fanno prendere dalla sindrome nimby (not-in-my-back-yard, non nel mio cortile). Dando l’ennesima dimostrazione che, come ha scritto un fine osservatore, “i socialisti vogliono il socialismo per tutti gli altri, ma il capitalismo per sé stessi, mentre i capitalisti vogliono il capitalismo per tutti gli altri, ma il socialismo per sé stessi”.

Nella fattispecie, i “capitalisti” contagiati dal virus del socialismo quando ad esser toccati sono i loro interessi sono l’Associazione Commercianti ed Esercenti del Pinerolese e i titolari dei negozi storici di Piazza CLN a Torino. I primi domenica scorsa han comprato un’intera pagina (la 57) della Stampa per mandare una lettera aperta al Governo Monti, in cui gli chiedono di rivedere la liberalizzazione degli orari e cancellare «la libertà di fare sconti, saldi, vendite straordinarie», e tutto questo – con un incredibile non sequitur – «anche a tutela e garanzia dei nostri clienti» (scrivono proprio così: vietate gli sconti nell’interesse dei clienti).

 

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