Cose (E)inaudite – La Grande Muraglia

Lunedì scorso è entrato in vigore a Torino il nuovo Regolamento comunale per la disciplina delle attività di acconciatore e di estetista. Manco a dirlo, è un’opera di terrorismo psicologico nei confronti di chiunque, magari straniero e in difficoltà con la valanga di commi e codicilli che vi vengono profusi, abbia la malsana idea di aprire una di queste attività. E manco a dirlo, la proposta della Giunta (a firma assessore Giuliana Tedesco) è stata votata all’unanimità dai consiglieri comunali presenti: per fortuna che ci sono loro, a fare un granitico fronte comune contro la pericolosissima proliferazione di nuovi barbieri e massaggiatori. Del resto, dopo che il governo nazionale nel 2007 aveva stabilito che lo svolgimento di tali attività non può più essere subordinato al criterio della distanza minima da altri esercizi simili, né sottoposto a programmazione in base al numero di residenti, ciò di cui avevamo bisogno era proprio la restaurazione di vincoli e ostacoli.

 

Il regolamento in questione ha suscitato molte polemiche soprattutto da parte degli esercenti cinesi, che vi leggono in filigrana la volontà di colpire con le nuove norme soprattutto loro, ma su questo aspetto torneremo alla fine. Vediamo prima i contenuti principali, con un’avvertenza: quello che segue non è frutto dell’opera di polverosi burocrati dell’Unione Sovietica, ma della Giunta e del Consiglio Comunale di Torino, anno di grazia 2012. Valuti il lettore la differenza.

 

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