Contro la crisi: you’re doing it wrong

PhotobucketLeggendo il numero di gennaio di Wired, mi imbatto in un articolo a firma Christian Marazzi, ripreso da un intervista rilasciata per il Manifesto, in cui l’economista pontifica su come il neo-liberalismo stia rovinando il mondo: precarizzazione della costituzione, azzeramento dell’autonomia del politico e passaggio dal welfarestate al debtfarestate sono i capi di imputazione, mentre i mandanti sono l’Europa assente, la BCE impotente e le banche speculatrici. Fortunatamente ci sono gli indignados spagnoli che guidano la rivolta contro i banchieri e che mostrano l’unica via di uscita dal tunnel: un movimento di protesta che porti a una fase costituente in sede europea e locale, per difendere i beni comuni come l’acqua e la cultura.

Per quanto riguarda la soluzione proposta, vale la pena di essere oltremodo semplici: é sbagliata! Ed il dubbio é solo sul livello di malafede dell’autore.
Perché trasformare l’Europa negli Stati Uniti d’Europa dovrebbe portare benefici? Se insistere nel contrarre debiti è riconosciuto come un male, vogliamo proprio un prestatore di ultima istanza che permetta agli stati (o agli USE) di spendere e spandere a nome nostro? Negli USA ha funzionato così bene che hanno solo il primo debito pubblico al mondo…

Per la diagnosi invece, io continuo a domandare sempre la stessa cosa: posto che i liberali vogliono lo stato minimo (e, per intenderci, Berlusconi non é liberale), dov’é questo neo-liberalismo che sta devastando il mondo? Mai come in periodo di crisi diventa evidente quanto pesi lo Stato nelle decisioni economiche, nel creare tasse, nell’assumere statali a tempo indeterminato. Il dubbio é quindi: o c’é un neo-liberista ubriaco al volante, oppure abbiamo dei governanti convinti di tutto l’opposto, ovvero che lo Stato possa e debba mettere bocca ovunque e comunque.

Gli statalisti stanno sfruttando i problemi creati dalla loro concezione del mondo, cioè che il politico decide cosa é bene per tutti, che siano pettini per calvi o un aereoporto per il proprio condominio, e poi la vulgata ci consegna come colpevoli quei dannati liberisti che impediscono allo Stato di far andare bene le cose. La conclusione di questo inganno è tanto ovvia quanto errata: ci vuole più Stato.

Purtroppo questo modo di pensare é largamente diffuso ed é trasversale agli schieramenti politici ma, se vogliamo uscire dalla crisi, prima o poi qualcuno dovrà dire agli indignados che le banche hanno operato solo grazie alla copertura dello stesso Stato che adesso si vorrebbe potenziare e allargare. Il giorno in cui i movimenti di protesta riusciranno a rivolgersi contro il giusto obiettivo forse cambierà qualche cosa, per ora ci sono sempre i liberali a cui rimproverare il problema di turno.

— Umberto Morgagni
twitter.com/umbertomorgagni
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