Cose (E)inaudite – Il mercato tra cliente e avvocato

«Due etti di crudo, un litro di latte e uno sfratto». È questo il futuro che attende la professione forense, destinata ad abbandonare parquet e scrivanie in mogano per gli assai più prosaici banchi del supermercato?

In parte potrebbe accadere in Inghilterra, dove la legge che ha consentito l’ingresso di soci di capitale e la quotazione in Borsa delle law firms è stata in effetti ribattezzata Tesco Law, dal nome di una diffusissima catena di supermercati a basso prezzo, perché ha aperto la strada alla contaminazione del business della consulenza legale con altri del tutto diversi, inclusa la grande distribuzione. Ora che anche in Italia è stato consentito l’ingresso di soci meramente di capitale nella compagine societaria di uno studio legale, lo scenario potrebbe non essere molto diverso.

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