Cose (E)inaudite – Thank you for working

Oggi Riccardo de Caria ci introduce nel mondo di chi vorrebbe lavorare e creare posti di lavoro ma che si trova bloccato dalla smania di controllo della politica.

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Qualche anno fa, il film Thank you for smoking seppe descrivere con ironia le crociate anti-tabacco in voga negli Usa, finendo col trasmettere l’idea che in fondo il fumo, come tutti i vizi, è un atto di libertà. Che come tale gli adulti dovrebbero esser liberi di compiere, assumendosene la responsabilità, e fin tanto che non intossicano i polmoni altrui.

Come noto, la realtà è ben diversa: fumare una sigaretta – parola di non fumatore – è diventata quasi una sfida ai mille divieti e restrizioni che anche al di qua dell’Atlantico lo stato ci impone per il nostro bene. Eppure, divieti e restrizioni al fumarsi in pace una sigaretta sono nulla al confronto dei divieti e restrizioni che incontra chi quella sigaretta vorrebbe produrla: in questo caso, gli ostacoli a chi, come brutto vizio, ha solo quello di voler lavorare, diventano quasi insormontabili.

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