Cose (E)inaudite – Spremere le meningi (e non i contribuenti)

Questa settimana ottime riflessioni del de Caria sulle carriere politiche costruite a suon di contributi e sul ruolo che i privati potrebbero avere nel sostenere le iniziative culturali degne di questo nome.

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Tre volte i posti disponibili: tante le adesioni alla cena, dal prezzo non proprio popolare (100 euro), organizzata dal patron di Eataly Farinetti per destinare il ricavato a far sopravvivere il Treno della Memoria, dopo che i tagli della Regione avevano azzerato il contributo su cui l’iniziativa si reggeva.

Il Treno della Memoria è quello che ogni anno, dal 2005, porta centinaia di giovani delle superiori al ghetto ebraico di Cracovia e al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, per tener vivo il ricordo degli orrori del nazifascismo. Lo organizza l’associazione Terra del Fuoco, della galassia di Libera, e il suo costo fino ad oggi era sempre stato sostenuto dal contribuente piemontese, tramite finanziamento ad hoc della Regione Piemonte.

La vicenda suggerisce diverse considerazioni “(e)inaudite”: il fatto che l’essere beneficiario di contributi pubblici giova assai a certe carriere politiche, come quella di Michele Curto, storico presidente di Terra del Fuoco, eletto in Consiglio Comunale a Torino anche grazie alla popolarità ottenuta in quell’associazione; il fatto che, se i beneficiari di contributi pubblici sono quindi in generale dei privilegiati, alcuni lo sono ancor più di altri (la Regione ha infatti salvato il contributo a un’iniziativa simile, ma di altri promotori); il fatto che un po’ si potrebbe iniziare a risparmiare mantenendo il viaggio ma limitando il percorso formativo di contorno curato (per quale cifra?) dalla stessa Terra del Fuoco, anche perché forse sarebbe ancor più educativa un po’ più di riflessione individuale e un po’ meno «costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole», «costruzione di una nuova dimensione della cittadinanza», «riflessione sulla cittadinanza e la partecipazione», «group-building», «approccio consapevole e attivo alla dimensione della cittadinanza».

Ma più di tutto colpisce il grande successo della cena di Farinetti. Infatti, l’imprenditore preferito dalla nostra gauche caviar ha se non altro dimostrato come i privati, spesso così bistrattati dal mondo di Libera (si pensi alla campagna per l’acqua di stato), non siano necessariamente una maligna entità dedita solo a complotti e speculazioni. I privati sono innanzitutto persone che decidono di spendere 100 euro, o di lavorare gratis, per una nobile causa in cui credono, senza alcun ritorno personale.

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